Interpol

Già chiusa la parentesi Capitol, i newyorchesi tornano all’ovile (la Matador) ma devono registrare la defezione del bassista Carlos D, per l’ultima volta al lavoro con la band. Anche sul piano musicale, l’album, complice la produzione di Alan Moulder, è più vicino ai primi due LP, tra ballate ombrose e il tiro ritmico quasi ballabile del singolo Barricade

 

Interpol

Sono tra i fenomeni indie rock degli anni Duemila.

Il loro sound è un aggiornamento della new wave storica, e in particolare dei Joy Division, gruppo a cui sono stati accostati fin dall’inizio della carriera. I primi due album li hanno imposti sulla scena rock internazionale. Risale ai lavori successivi, invece, l’intento di ampliare il proprio stile. 

Il bassista Carlos D ha lasciato il gruppo nel 2010. 

Turn On The Bright Lights

Un altro gruppo di New York che esplode appena dopo gli Strokes, con la differenza che il cuore e l’anima degli Interpol bruciano per la new wave britannica, dando comunque per scontati i comuni ricordi di Velvet Underground e Television (Obstacle 1). Spesso, in questo album, si incrocia lo spettro dei Joy Division, con una batteria in stile metronomo, il basso meccanico e tagliente di Carlos D e il baritono lapidario di Paul Banks, emulo di Ian Curtis; talvolta fanno capolino i Wire e in Say Hello To The Angels gli Smiths. Vi sono anche squarci di bellezza autentica tra la coda di PDA, altrove immersa in fantasmi proto-dark, e l’elegiaca NYC, etereo omaggio alla città madre in un’intermittenza di luci e oscurità.

Our Love To Admire

Per il debutto su una major, gli Interpol provano nuove soluzioni in chiave di produzione e arrangiamento (tra cui la classica aggiunta di archi, pianoforte e ottoni per dare respiro all’insieme) e di composizione, come nella cadenzata Rest My Chemistry e nella conclusiva The Lighthouse. Nonostante le intenzioni, il disco pecca in incisività. 

 

Antics

Il secondo disco degli Interpol si colloca sulla falsariga del debutto, tanto nel suono quanto nei riferimenti stilistici (a cui si possono aggiungere gli Psychedelic Furs e i Chameleons). Bella l’apertura di Next Exit, non sono da meno Evil e C’mere mentre l’incisività delle melodie di NARC, Take You On A Cruise e Slow Hands rende più intrigante anche la loro atmosfera dark.