Club Dogo

DA SACRE SCUOLE A CLUB DOGO

I Club Dogo, inizialmente Sacre Scuole, è un gruppo nato dall’amicizia tra Gué Pequeno e Dargen D’Amico, compagni di scuola, a cui poi si unisce Jake La Furia. Il frontman, per il suo carisma, è Dargen D’Amico. Il gruppo inizia a collaborare con artisti affermati nel panorama underground rap italiano.

Nel 1999 il gruppo pubblica 3 MC’s al cubo. Nello stesso anno il produttore Don Joe nota il trio e decide di produrre una traccia del loro album. Sacre Scuole si scioglie nel 2001, a causa di contrasti tra Dargen D’Amico e Jake La Furia. Così Jake e Gué si uniscono a Don Joe, formando un nuovo gruppo denominato Club Dogo.

L’esordio indipendente è costituito da Mi fist, LP pubblicato nel 2003 in pieno regime di autoproduzione. La produzione musicale è affidata a Don Joe.

Il successo di Mi fist è tale che viene ristampato nel 2004 dall’etichetta Vibrarecords. Successivamente il disco e il gruppo vengono premiati all’MC Giaime 2004 dove ricevono il premio come Miglior Album e Miglior Artista/Gruppo. Sempre nel 2004, in collaborazione con la Porzione Massiccia Crew, il gruppo pubblica PMC VS Club Dogo – The Official Mixtape. Nel marzo 2006, dopo numerosi live set nel biennio 2004-2005, esce il secondo album Penna capitale. La produzione è sempre affidata a Don Joe, coadiuvato in alcune tracce dalle collaborazioni dell’italo argentino Shablo, del cantante caraibico Ricardo Phillips, DJ Shocca, Deda (membro dei Sangue Misto), MC Mars, Marracash e Liv L’Raynge.

LA DOGOGRAZIA

Il 18 maggio 2007 esce l’album Vile denaro anticipato dal singolo Mi hanno detto che…. Il disco viene inciso in studi di registrazione qualitativamente migliori rispetto al passato ed è stato masterizzato allo Sterling Sound Studio di New York. Questo disco dà alla band una nuova e maggiore visibilità, ottenendo posti di rilievo in giornali prettamente hip hop come Groove Magazine, ma anche su Rolling Stone e Rumore. Poco dopo firmano un contratto con la Virgin Records. La firma per una major discografica ha di fatto scatenato per l’ennesima volta la polemica sulla “svendita” dell’hip hop italiano alle case discografiche.

Il secondo singolo estratto da Vile denaro è Tornerò da re. Nel video della canzone appare Elena Grimaldi, nota pornostar italiana, in due versioni: una versione censurata del video e una non censurata con atteggiamenti espliciti. Lo stesso anno esce il film pornografico Mucchio selvaggio, diretto da Matteo Swaitz e a cui prendono parte anche i Club Dogo. A fine 2007 il trio pubblica il videoclip di Puro bogotà, autoprodotto tra Milano e Budapest e si piazzano al primo posto delle classifiche dei video musicali italiani più visti sul web; iniziano a essere una della band italiane più cliccate di YouTube. Ad inizio 2008 il gruppo collabora alla compilation Benvenuti nella giungla, a cui partecipano tutti i componenti della Dogo Gang, con le produzioni di Don Joe e Deleterio.

Il 5 giugno 2009 esce Dogocrazia per l’etichetta Universal Records. L’album conta quindici brani e diverse collaborazioni, sia con artisti italiani come J-Ax e Terron Fabio dei Sud Sound System, che rapper d’oltreoceano come Kool G Rap. Il primo singolo ad essere estratto è  Sgrilla, che ha scatenato varie polemiche, in cui la band rappa ancora una volta molto esplicitamente. Successivamente è stato pubblicato il videoclip del brano Brucia ancora, realizzato con il rapper J-Ax, e infine il secondo singolo Boing. Nell’album in questione sono presenti due remix: uno di Amore infame, cantata con Daniele Vit, e uno di Sgrilla, con Vacca, Noyz Narcos, Ntò e Nex Cassel, non presenti nel disco originale, bensì disponibili solo su iTunes. Con la pubblicazione di questo album, i Club Dogo si confermano come una delle rap band italiane più seguite.

Appaiono nell’edizione italiana del mensile Playboy di ottobre 2009. Nel stesso anno inoltre compaiono in uno spot pubblicitario per la Nike insieme al calciatore Mario Balotelli. L’8 giugno 2010 esce La legge del cane, libro scritto da Pequeno e La Furia, per Add editore. Il 10 giugno 2010 il trio partecipa ai Wind Music Awards cantando insieme a Biagio Antonacci il singolo Ubbidirò. Il 5 luglio 2010 il trio ha preso parte all’Heineken Jammin’ Festival insieme a The Black Eyed Peas, Cypress Hill, N.E.R.D e Massive Attack.

IL CULMINE DEL SUCCESSO

Il 29 giugno 2010 esce sul loro sito ufficiale il singolo Per la gente, che ha anticipato l’uscita dell’album Che bello essere noi, pubblicato qualche mee dopo. Anticipato anche dal singolo Spacco tutto e dal videoclip del brano Voi non siete come noi, l’album debutta alla seconda posizione della classifica italiana degli album. Nell’album in questione ci sono due remix come bonus track: Spacchiamo tutto remix, remix di Spacco tutto, con Entics, Ensi, Vacca ed Emis Killa. Nel 2010 il Corriere della Sera dedica all’album una pagina intera sull’edizione nazionale. Il 15 ottobre, La Furia e Pequeno sono ospiti nel programma Le invasioni barbariche in diretta su LA7. Successivamente partecipano alla trasmissione radiofonica Deejay chiama Italia su Radio Deejay e in televisione ai programmi Colorado e  Chiambretti Night su Mediaset. Nel novembre 2010 scrivono e cantano la sigla per Deejay TV sulla base della canzone D.D.D. Nel gennaio 2011 sono ancora nell’edizione italiana del mensile PlayboyDa marzo 2011 sono protagonisti del programma televisivo Un giorno da cani, su Deejay TV. Dal lavoro svolto per il programma nasce l’EP Un giorno da cani.

LA CARRIERA DA SOLISTI

Nel  2011, i membri del gruppo si cimentano in una serie di progetti solisti: Jake La Furia collabora con Ensi e 2nd Roof Music producendo il singolo 100K, mentre Gué Pequeno pubblica il suo primo album da solista, intitolato Il ragazzo d’oro e che ha visto collaborazioni di artisti hip hop italiani quali Caprice, Caneda, Duellz, Vincenzo da Via Anfossi, Vacca, Baby K ed Emis Killa. Lo stesso anno Don Joe e Shablo pubblicano Thori & Rocce, disco che vede la partecipazione di un gruppo di artisti rappresentanti tutta la scena italiana tra i quali, oltre i Club Dogo e alcuni artisti della Dogo Gang, anche Duellz, Fabri Fibra, DJ Shocca, Bassi Maestro e altri. Il primo singolo è Le leggende non muoiono mai con Noyz Narcos, i Club Dogo, J-Ax, Marracash e Fabri Fibra. Nel 2012 è stato pubblicato il mixtape Fastlife Mixtape Vol. 3 di Gué Pequeno. Il mixtape vanta alcune collaborazioni all’interno della Dogo Gang e al di fuori del collettivo, come ad esempio Ensi, Zuli, Ntò, Fedez, Emis Killa.

Ma oltre ai progetti solisti il gruppo porta avanti anche il lavoro collettivo, così nel giugno 2012 esce il sesto album, intitolato Noi siamo il club ed anticipato da tre singoli: Cattivi esempi, Chissenefrega (in discoteca) e l’omonimo Noi siamo il club. Il gruppo partecipa successivamente all’album Hanno ucciso l’Uomo Ragno 2012 di Max Pezzali cantando con lui Con un deca. Pochi giorni dopo vengono pubblicati sul canale YouTube dei Club Dogo altri videoclip estratti da Noi siamo il club: Erba del diavolo, P.E.S., Collassato, Tutto ciò che ho e Se tu fossi me.

Noi siamo il club è stato certificato disco d’oro per le oltre 30.000 copie vendute, mentre il singolo P.E.S. è stato certificato disco di platino. Nello stesso periodo sono ospiti al talent show Amici di Maria De Filippi insieme a Fabri Fibra, Nesli e Emis Killa. Il 3 aprile 2013 il loro canale YouTube viene chiuso  a causa di continue violazione alle norme del sito. Il canale viene riaperto qualche tempo dopo.

Poco dopo viene pubblicato su iTunes Business il primo singolo estratto del secondo album solista di Gué Pequeno, intitolato Bravo ragazzo. In occasione degli MTV Italia Awards 2013 vengono nominati nella categoria Best Band. Nello stesso anno viene pubblicato il videoclip di un altro brano estratto da Noi siamo il club, ovvero Sangue blu, realizzato con J-Ax. Ad ottobre esce Musica commerciale, primo album solista di Jake La Furia.

Nel 2014 i Club Dogo pubblicano sul proprio canale YouTube un trailer relativo al seguito di Noi siamo il club. Nello stesso periodo viene annunciato il singolo Weekend.  Prodotto da Don Joe, quest’ultimo anticipa la pubblicazione del settimo album del gruppo,  Non siamo più quelli di Mi fist. Il secondo singolo Fragili è in collaborazione con la cantante italiana Arisa.  Il videoclip del brano Sayonara è realizzato insieme a Lele Spedicato dei Negramaro.

Nel 2015 esce Ora o mai più di Don Joe, nel quale è presente il brano Status Symbol, realizzato con gli altri componenti dei Club Dogo. Dopo due anni di silenzio nel 2017 esce Vile denaro 10th Anniversary, versione speciale che celebra il decimo anniversario dell’album del 2007 Vile denarocon tracce rimasterizzate e remix. Il 27 giugno, durante la promozione del proprio album solista Gentleman, Gué Pequeno dichiara in un’intervista alla testata svizzera Ticinonline che una reunion dei Club Dogo allo stato attuale è improbabile, in quanto tutti gli artisti sono soddisfatti dal proprio percorso solista.

 

Giovann Allevi

BIOGRAFIA D’AUTORE

Giovanni Allevi nasce ad Ascoli Piceno il 9 aprile 1969. Si diploma al conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia nel 1990 con il massimo dei voti in pianoforte. Nel 1998 si laurea in Filosofia con lode cozn la tesi “Il vuoto nella Fisica contemporanea”. Nel 2001 consegue il diploma in composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e frequenta l’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo, sotto la guida del maestro Carlo Alberto Neri. 

Giovanni Allevi si fa notare quando presta nel 1991 il servizio militare nella Banda Nazionale dell’Esercito Italiano: il suo talento non passa inosservato. Il maestro della banda decide di includere il pianoforte solista nel suo repertorio. Così in queste vesti, Giovanni effettua la Rapsodia di blu di George Gershwin e il Concerto di Varsavia di Richard Addinsell, portandolo in tour in molti teatri italiani. Congedatosi dal servizio militare, presenta in concerto un repertorio che annovera unicamente le proprie composizioni per pianoforte. Contemporaneamente frequenta i corsi di Bio musica e musicoterapia del professore Mario Corradini, in cui analizza l’argomento del potere della musica di rendere liberi, di rievocare ricordi, immagini ed emozioni.

Nel 1996 Allevi compone la musica per la tragedia Le Troiane di Euridipe che è rappresentata al Festival Internazionale del Dramma Antico di Siracusa. Con queste vince il premio speciale per le migliori musiche di scena. Nel 1997 viene le selezioni internazionali per giovani concertisti al Teatro San Filippo di Torino. Si trasferisce a Milano e raccoglie in un cd la propria produzione pianistica e il suo lavoro piace particolarmente a Lorenzo Cherubini, che lo edita con la sua etichetta Soleluna assieme alla Universal Italia. Con quest’ultima pubblica i suoi primi due album per pianoforte  13 dita,  prodotto nel 1997 da Saturnino, e Composizioni, prodotto nel 2003, con i quali Allevi mostra la freschezza della sua invenzione musicale e l’attualità della sua produzione compositiva. La collaborazione con Saturnino e Jovanotti gli apre un mercato con il pubblico delle grandi platee dei concerti pop. Così inizia ad aprire i concerti del cantante Lorenzo Jovanotti Cherubini,  durante il tour L’Albero.

 LA FAMA INTERNAZIONALE

Nel 1998 sempre con la produzione di Saturnino realizza la colonna sonora del cortometraggio Venceremos presentato al Sundance Film Festival negli Stati Uniti. Nel 1999 la musicista giapponese Nanae Mimura, solista di marimba, propone alcuni brani 13 dita trascritti per il suo strumento al Teatro DI Tokyo ed in un concerto alla Carnegie Hall di New York.

Nel 2002 Jovanotti invita nuovamente il compositore a partecipare in qualità di pianista al tour Il quinto mondo, per il quale cura anche gli arrangiamenti della band composta da sedici musicisti. All’interno dello spettacolo, Allevi regala al pubblico, in anteprima, in una sua performance solistica, Piano Karate, uno dei suoi brani contenuti nel nuovo album. Finita l’esperienza del tour Allevi si concentra su un nuovo progetto musicale completamente suo, un’opera live dal titolo La favola che vuoi, che lo porta nel 2003 la pubblicazione del suo secondo album Composizioni.

Con l’attività dipanata Giovanni Allevi su conferma musicista eclettico, esibendosi in prestigiose rassegne concertistiche di musica classica, in importanti teatri italiani, e nei festival di musica rock e jazz. Dal 2004 inizia un tour internazionale dal palco dell’HKAPA Concert Hall di Hong Kong. È il punto di partenza per una crescita artistica inarrestabile. Il 6 marzo 2005 si esibisce sul palco del tempio mondiale del jazz: il Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold-out.

A conferma dell’impegno intellettuale e della valenza culturale della sua figura artistica, viene inviato a tenere un seminario su La Musica dei nostri giorni all’Università di Pedagogia di Stoccarda, e sul rapporto tra musica e filosofia alla School of Philosophy di New York. Nel 2004 è anche professore di Educazione Musicale in una scuola media statale di Milano. L’affermazione in ambito internazionale musicale arriva dal Baltimora Opera House, per la rielaborazione dei recitativi della Carmen di Bizet. Nel 2005 Allevi si esibisce al Teatro Politeama di Palermo, in una première della sua opera  per pianoforte e orchestra Foglie di Beslan, con i 92 elementi dell’Orchestra Sinfonica Siciliana che gli ha commissionato la composizione. Nello stesso anno riceve due importanti riconoscimenti: a Vienna è insegnato dell’onoreficenza di Bosendorfer Artist, per la valenza internazionale della sua espressione artistica, e dalla sua terra di origine, il Premio Recanati Forever per la Musica per l’eccellenza e la magia con cui accarezza i tasti del suo pianoforte. A maggio 2005 esce il suo terzo album No concept, presentato anche in Cina e a New York. Il brano Come sei veramente, tratto da questo album, è stato scelto dal grande regista statunitense Spike Lee come colonna sonora per lo spot della BMW.

Il 18 settembre 2006 all’Arena Flegrea di Napoli riceve il Premio Casorone come miglio pianista dell’anno. Qualche giorno dopo esce Joy, quarto album che nel 2007 riceve il Disco d’Oro per aver venduto 50.000 copie. Nello stesso anno affianca Luciano Ligabue in molte date del suo tour acustico nei teatri italiani. Il brano Back to life viene utilizzato per lo spot della nuova Fiat 500. 

Giovanni Allevi accoglie la proposta di scrivere l’inno della Regione Marche, presentata nel settembre 2007 in occasione della visita di Papa Benedetto XVI a Loreto, in occasione dell’Incontro nazionale dei giovani. Ad ottobre pubblica Allevilive, raccolta composta da un doppio cd in cui sono presenti 26 brani tratti dai quattro dischi precedenti, oltre al brano inedito Aria. A novembre esce Joy tour 2007, il suo primo DVD, presentata in anteprima all’università IULM di Milano.

Nel 2008 esce il suo quinto lavoro per pianoforte ed orchestra, Evolution, primo album in cui l’autore è accompagnato da un’orchestra sinfonica. Il 21 dicembre 2008 suona al consueto concerto di Natale presso l’aula del Senato della Repubblica Italiana, presente anche il capo del Senato, Giorgio Napolitano. Allevi dirige l’orchestra sinfonica de I virtuosi italiani, eseguendo musiche del maestro Puccini, in ricordo del 150° anniversario della nascita, oltre alle proprie composizioni. L’evento è trasmesso in diretta su Rai Uno.

Nel 2009 suona il pianoforte nell’ultimo disco di Claudio Baglioni, Q.P.G.A., nella canzone Fiumicino. Il 28 settembre 2010, è uscito il suo sesto album, per pianoforte solo, dal titolo Alien a cui è seguito da novembre 2010 l’Alien Tour 2011. Il 30 ottobre 2012 viene pubblicato Sunrise. Dopo le composizioni per pianoforte solo del precedente album Alien, Allevi ritorna alle composizioni per orchestra, eseguite dall’Orchestra sinfonica del teatro Carlo Felice di Genova. Nel concerto per violino e orchestra la parte solistica è affidata al virtuoso polacco Mariusz Patyra.

Il 13 febbraio 2015 è ospite durante la quarta serata del Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti, esibendosi con Loving You. Nello stesso anno compone il nuovo Inno della Serie A: si tratta del brano O generosa che viene diffuso negli stadi  all’inizio di ogni partita.

LE CRITICHE

Allevi si autodefinisce compositore di musica classica contemporanea. Nonostante il successo mediatico e commerciale, Allevi ha ricevuto giudizi negativi, soprattutto da esponenti della musica classica, tra cui Uto Ughi. In particolare, ha suscitato polemiche la decisione del Senato di far dirigere ad Allevi il concerto di Natale. Molti degli addetti ai lavori infatti sostengono che il successo di Allevi sia il prodotto di un’abile operazione di promozione commerciale e non di una reale capacità di innovazione musicale che lo stesso compositore rivendica. Il pianista, dal canto suo, considera le critiche a lui rivolte come delle offese personali, astratte e non contestualizzate.

Di sicuro Allevi è tra i pianisti italiani più conosciuti al mondo, per estro creativo, bravura e tecnica. Al di là che la sua produzione musicale possa piacere o essere compresa, è cristallina la capacità di questo genio della tastiera di rielaborare la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee, trovandosi di fatto a suo agio sia nei teatri che di fronte alle platee dei concerti rock.

 

Woodstock

WOODSTOCK, IL CONCERTO ROCK DELLA STORIA

 

Festival di Woodstock, 1969

È il 18 agosto 1969, decine di migliaia di persone hanno appena vissuto tre giorni che sono simbolo di un’intera generazione, sono scritti, fotografati, segnati nella storia, nelle pagine dei libri e nelle menti di tutti quelli che li hanno vissuti. Quattro giorni di gioia, trasgressione, sesso, droghe, umanità, stravaganza, vestiti colorati, urla, pianti, mani nelle mani, quattro giorni di pioggia, fango, coperte, condivisione, quattro giorni di musica rock. Oggi, quei quattro giorni li ricordiamo come il più grande festival della storia, il Festival di Woodstock.

Quattro giorni importanti per una generazione che voleva sentirsi libera di emanciparsi, cuberà da catene ideologiche e da logiche ottocentesche. Siamo a Bethel, stato di New York, 500mila persone, identificati in hippie, si perdono nella musica che va avanti fino alle 9 del mattino. Pace, amore e musica. Nessun episodio di violenza né di criminalità. Si contano due decessi, una per overdose di eroina e una per un trattore che non vide un ragazzo nel suo sacco a pelo. Ma anche due nascite.

Sotto effetto di marijuana e LSD una marea di giovani provenienti da tutto il mondo si trovano a cantare a squarcia gola, un’energia potentissima. L’evento si delinea tra difficoltà, colpi di fortuna, gli artisti e il pubblico. Nel frattempo a Berkeley gli studenti sono in rivolta; la guerra del Vietnam s’ingigantisce e Nixon chiede il servizio militare per i diciannovenni.

186.000 biglietti venduti, ma venerdì 15 agosto 1969 le barriere vengono abbattute e gli organizzatori annunciano che l’evento è aperto a tutti, gratuitamente. Si sogna una società fatta di pace e amore, certamente un sogno utopistico. Il programma prevedeva tre giornate: 15, 16 e 17, ma in realtà i giorni di musica furono quattro, la data del 18 agosto non era stata prevista, ma è stato il vero boom del concerto, il momento culminante, il massimo del divertimento.

Roseman, Artie Kornfeld, John Roberts e Mike Lang pubblicano un annuncio sul New York Times: “Giovani con capitale illimitato sono alla ricerca di interessanti opportunità di investimento e business, legali.” John Roberts ha appena ereditato un po’ di soldi ed è intenzionato ad investirli nella musica, con l’aiuto dei suoi tre amici. Il progetto originario è un po’ differente da quello che è stato poi Woodstock. John voleva creare uno studio di registrazione, nel quale tutti gli artisti rock dello stato di NY potessero incidere i loro brani. Lang e Kornfel, però suggeriscono un concerto, prima di aprire lo studio, programmato nella cittadina di Wallkill, tre giorni di seguito, i cui biglietti avevano il costo di 7, 13 e 18 dollari, a seconda delle giornate. Gli abitanti della zona però non accolgono bene l’idea del concerto. Arriva il divieto legale di organizzare concerti a Wallkill e zone limitrofe. Ad un mese dall’evento i quattro sono costretti a trovare un’altra location. Entra in scena Max Yasgur, proprietario del caseificio di 600 acri vicino allo stagno, nel quale migliaia di hippy fecero il bagno nudi, immortalano così uno dei momenti chiave di Woodstock. In questo enorme parco il 13 agosto erano già presenti 50.000 persone. C’è chi dice che si arrivò ad un milione di persone presenti. Un concerto del genere, gratis, riesce a smuovere tutto il Paese, e gli artisti, per arrivare sul palcoscenico dovettero muoversi con gli elicotteri e con le navette.

È il 15 agosto, sono le ore 17, sale sul palco Richie Heavens con “High Flyin’ bird”, seguita da “Freedom”, canzone che diviene la colonna sonora di un evento che aveva la pretesa di cambiare il mondo. A seguire sul palco, Country Joe, gli Sweetwater, Tim Hardin, Melanie, The Incredibile String Band, Bert Sommer, Ravi Shankar, Arlo Guthrie e Joan Baez. La prima giornata è dedicata alla musica Folk. Sabato 16 agosto 1969, la musica inizia a mezzogiorno. Apre Carlos Santana che canta tra le tante canzoni “Soul Sacrifice”. Seguono Janis Joplin, i Grateful Dead, gli Who, che iniziano a cantare alle 4 del mattino. È il giorno di canzoni quali “White Rabbit” e “Someboody to love” dei Jefferson Airplain. Domenica molti dei partecipanti se ne vanno, inconsapevoli che il lunedì sarebbe arrivato sul palco il dio del rock, Jimi Hendrix, che suona per più di due ore, portando la sua interpretazione dell’inno americano “The Star – Spangled Banner”. Questa canzone di protesta si eleva da quel palco, contro l’esercito americano che combatteva la disastrosa guerra in Vietnam. Hendrix riesce a riprodurre il suono delle bombe, con la sua chitarra, aiutandosi con il suo anello, creando un vero e proprio scenario di guerra. Questo momento è rimasto nella storia come la vera essenza di Woodstock e di ciò che ne rimane. Accanto ad Hendrix, quel giorno salirono sul palco The Grease Band, Johnny Winter e un giovane, destinato a diventare un’altra leggenda del rock: Joe Cocker.

Pete Townshend, chitarrista The Who
Jimi Hendrix a Woodstock

L’insieme ha creato il mito. I bagni collettivi nel lago completamente nudi, i balli notturni intorno al fuoco, i tuffi nel fango che si creò dopo il temporale di domenica pomeriggio, le migliaia di persone bloccate nel traffico che sirilassano aspettando di muoversi fumando e suonando, il muro di folla pacifico. Tutto questo ha fatto di Woodstock un festival irripetibile perché è stata la prima volta di tutto. E le prima volte, si sa, non si dimenticano mai.

LA SCALETTA DEL FESTIVAL

Scaletta 15 agosto: 

Richie Havens

  • High Flyin’ Bird
  • I Can’t Make It Any More
  • With a Little Help from My Friends
  • Strawberry Fields Forever
  • Hey Jude
  • I Had a Woman
  • Handsome Johnny
  • Freedom

Swami Satchidananda

  • Invocazione per il festival

Sweetwater

  • Motherless Child
  • Look Out
  • For Pete’s Sake
  • What’s Wrong
  • Crystal Spider
  • Two Worlds
  • Why Oh Why
  • Let the Sunshine In
  • Oh Happy Day
  • Day Song

Country Joe McDonald

  • Janis
  • Rockin’ All Around the World
  • Flyin’ High All Over the World
  • Seen a Rocket Flyin’
  • The “Fish” Cheer/I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag

John Sebastian

  • How Have You Been
  • Rainbows all Over Your Blues
  • I Had a Dream
  • Darlin’ Be Home Soon
  • Younger Generation

Sweetwater

  • What’s Wrong
  • Motherless Child
  • Look Out
  • For Pete’s sake
  • Day Song
  • My Crystal Spider
  • Two Worlds
  • Why Oh Why

The Incredible String Band

  • Invocation
  • The Letter
  • This Moment
  • When You Find Out Who You Are

Bert Sommer

  • Jennifer
  • The Road to Travel
  • I Wondered Where You Be
  • She’s Gone
  • Things Are Going My Way
  • And When It’s Over
  • Jeanette
  • America
  • A Note That Read
  • Smile

Tim Hardin

  • If I Were a Carpenter
  • Misty Roses

Ravi Shankar

  • Raga puriya-dhanashri/Gat in sawarital
  • Tabla solo in jhaptal
  • Raga manj khamaj
  • Iap jor
  • Dhun in kaharwa tal

Melanie Safka

  • Beautiful People
  • Birthday of the Sun

Arlo Guthrie

  • Coming into Los Angeles
  • Walking Down the Line
  • Amazing Grace

Joan Baez

  • Oh Happy Day
  • The Last Thing on My Mind
  • I Shall Be Released
  • Joe Hill
  • Sweet Sir Galahad
  • Hickory Wind
  • Drugstore Truck Driving Man
  • I Live One Day at a Time
  • Sweet Sunny South
  • Warm and Tender Love
  • Swing Low, Sweet Chariot
  • We Shall Overcome

Scaletta 16 agosto: 

Quill

  • They Live the Life
  • BBY
  • Waitin’ for You
  • Jam

Keef Hartley Band

  • Spanish Fly
  • Believe in You
  • Rock Me Baby
  • Medley
  • Leavin’ Trunk
  • Halfbreed
  • Just to Cry
  • Sinnin’ for You

Santana

  • Waiting
  • You Just Don’t Care
  • Savior
  • Jingo
  • Persuasion
  • Evil Ways
  • Soul Sacrifice
  • Fried Neckbones

Canned Heat

  • A Change Is Gonna Come/Leaving This Town
  • Going Up the Country
  • Let’s Work Together
  • Woodstock Boogie

Mountain

  • Blood of the Sun
  • Stormy Monday
  • Long Red
  • Who am I But You and the Sun
  • Beside the Sea
  • For Yasgur’s Farm
  • You and Me
  • Theme For an Imaginary Western
  • Waiting to Take You Away
  • Dreams of Milk and Honey
  • Blind Man
  • Blue Suede Shoes
  • Southbound Train

Janis Joplin & The Kozmic Blues Band

  • Raise Your Hand
  • As Good as You’ve Been to This World
  • To Love Somebody
  • Summertime
  • Try (Just a Little Bit Harder)
  • Kozmic Blues
  • Can’t Turn You Loose
  • Work Me Lord
  • Piece of My Heart (con bis)
  • Ball and Chain (con bis)

Sly & the Family Stone

  • Chip Monck intro/M’lady
  • Sing a Simple Song
  • You Can Make It if You Try
  • Everyday People
  • Dance to the Music
  • I Want to Take you Higher
  • Love City
  • Stand!

Grateful Dead

  • St. Stephen
  • Mama Tried
  • Dark Star/High Time
  • Turn on Your Love Light

Creedence Clearwater Revival

  • Born on the Bayou
  • Green River
  • Ninety-nine and a Half (Won’t do)
  • Commotion
  • Bootleg
  • Bad Moon Rising
  • Proud Mary
  • I Put a Spell on You
  • Night Time is the Right Time
  • Keep on Choogin’
  • Suzy Q

The Who

  • Heaven and Hell
  • I Can’t Explain
  • It’s a Boy
  • 1921
  • Amazing Journey
  • Sparks
  • Eyesight to the Blind
  • Christmas
  • Tommy Can You Hear Me?
  • Acid Queen
  • Pinball Wizard
  • Do You Think It’s Alright?
  • Fiddle About
  • There’s a Doctor
  • Go to the Mirror
  • Smash the Mirror
  • I’m Free
  • Tommy’s Holiday Camp
  • We’re Not Gonna Take It
  • See Me, Feel Me
  • Summertime Blues
  • Shakin’ all Over
  • My Generation
  • Naked Eye

Jefferson Airplane

  • Introduction
  • The Other Side of This Life
  • Somebody to Love
  • 3/5 Of a Mile in 10 Seconds
  • Won’t You Try / Saturday Afternoon
  • Eskimo Blue Day
  • Plastic Fantastic Lover
  • Wooden Ships
  • Uncle Sam Blues
  • Volunteers
  • The Ballad of You & Me & Pooneil
  • Come Back Baby
  • White Rabbit
  • The House at Pooneil Corners

Scaletta 17 e 18 agosto 

The Grease Band

  • brani strumentali

Joe Cocker

  • Dear Landlord
  • Something Comin’ On
  • Do I Still Figure in Your Life
  • Feelin’ alright
  • Just Like a Woman
  • Let’s Go Get Stoned
  • I Don’t Need a Doctor
  • I Shall Be Released
  • With a Little Help from My Friends

Country Joe and the Fish

  • Rock and Soul Music
  • Thing Called Love
  • Love Machine
  • The “Fish” Cheer/I-feel-like-I’m-fixin’-to-die rag
  • Not so Sweet Martha Lorraine

Ten Years After

  • Good Morning Little Schoolgirl
  • I Can’t Keep from Crying Sometimes
  • I May Be Wrong, But I Won’t Be Wrong Always
  • Hear Me Calling
  • I’m Going Home

The Band

  • Chest Fever
  • Tears of Rage
  • We Can Talk
  • Don’t You Tell Henry
  • Don’t Do It
  • Ain’t No More Cane
  • Long Black Veil
  • This Wheel’s on Fire
  • I Shall Be Released
  • The Weight
  • Loving You Is Sweeter Than Ever

Blood, Sweat & Tears

  • More and More
  • I Love You More Than You’ll Ever Know
  • Spinning Wheel
  • I Stand Accused
  • Something Comin’ on

Johnny Winter

  • Mama, Talk to Your Daughter
  • To Tell the Truth
  • Johnny B. Goode
  • Six Feet in the Ground
  • Leland Mississippi Blues/Rock Me Baby
  • Mean Mistreater
  • I Can’t Stand It (fu accompagnato dal fratello, Edgar Winter)
  • Tobacco Road (con Edgar Winter)
  • Mean Town Blues

Crosby, Stills, Nash & Young

Esibizione acustica

  • Suite: Judy Blue Eyes
  • Blackbird
  • Helplessly Hoping
  • Guinnevere
  • Marrakesh Express
  • 4 + 20
  • Mr. Soul
  • Wonderin’
  • You Don’t Have to Cry
  • Pre-Road Downs
  • Long Time Gone
  • Bluebird
  • Sea of Madness
  • Wooden Ships
  • Find the Cost of Freedom
  • 49 Bye-Byes

Paul Butterfield Blues Band

  • Everything’s Gonna Be Alright
  • Driftin’
  • Born Under a Bad Sign
  • Morning Sunrise
  • Love March
  • Rumpis Cumpis

Sha-Na-Na

  • Na-Na Theme
  • Jakety Yak
  • Teen Angel
  • Jailhouse Rock
  • Wipe Out
  • Who Wrote the Book of Love
  • Duke of Earl
  • At the Hop
  • Na-Na Theme

Jimi Hendrix

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The Verve

GLI ESORDI DEI THE VERVE

Wigan, Lancashire, estate 1990, durante una festa di 18 anni, avreste potuto vedere gli invitati salutare ed andarsene, lasciandolo il festeggiato da solo, come unico spettatore di una jam che andava avanti a strimpellare ininterrottamente da cinque ore. È il primo concerto dei Verve, divenuti poi The Verve a seguito di una battaglia legale con l’etichetta jazz Verve Records. Non avreste mai detto che quei capelloni sul palco un giorno darebbero arrivati in cima alle classifiche mondiali. L’unico che evidentemente sapeva come stavano le cose era lo sciamano alto e scheletrico che si contorceva con un microfono in mano e che profetizzo: “Ci vorranno tre dischi, ma c’è un posto anche per noi nella storia.” Richard Ashcroft aveva ragione.

Dalla grigia provincia inglese la band si fa notare a fatica con pezzi prevalentemente space-rock e shoegaze, in un’epoca dove ancora il grunge regna. La musica che propongono Ashcroft e il chitarrista Nick McCabe affonda le radici nel krautrock, ha una matrice cosmica e psichedelica e anche il gruppo nella sua estetica sembra ritagliato dagli anni Settanta, pantaloni a zampa, capelli lunghi, magliette attillate.

Appena ventenni, i quattro di Wigan iniziano a far parlare di sé più che altro per la durata dei concerti, lunghissime sessioni allucinogene sotto effetto di LSD ed ecstasy, il pubblico va lì più che altro per sballarsi, nessuno canta le canzoni, nessuno conosce i testi. Nel 1993 A storm in heaven riceve qualche buona critica, ma ottiene pessimi risultati in termini di vendite.

IL TEMPORALE DI DROGA

Negli anni dove la droga domina le diverse scene mondane, anche i The Verve vogliono sperimentare. Durante il tour Richard Ashcroft viene ricoverato d’urgenza per una forte disidratazione causata dall’abuso di alcol e droghe e il batterista Peter Salisburg finisce in manette per aver distrutto la camera d’albergo dove alloggiavano, in preda ad un delirio da mescalina.

A quei tempi ad aprire i concerti dei The Verve c’erano cinque sconosciuti di Manchester, gli Oasis dei fratelli Gallagher, con i quali il già ribattezzato “Mad Richard” stringe un legame indissolubile. È proprio grazie agli Oasis che la band decide di affidare la produzione del nuovo disco a Owen Morris, un genio che aveva appena compiuto un miracolo con Definitely Maybe, conferendogli un’identità sonora e la potenza che fece la fortuna dei Gallagher.

A quei tempi la prerogativa era riuscire a trasferire su disco l’energia che i gruppi proponevano dal vivo, mantenendo un equilibrio dei volumi e una pulizia acustica che divennero poi un marchio di fabbrica del Britpop: il risultato è A northern soul uscito nel 1995.  Le registrazioni si prolungano più del dovuto, Morris distrugge una finestra per la rabbia, promettendo di non lavorare mai più con Ashcroft e McCabe, che discutono tutto il tempo, cambiano idea in continuazione, sono sempre strafatti, quelle rare volte che si presentano in studio, pensando più alle donne che alla musica. Il disco vende più copie del precedente ma non entra comunque nella top ten, riceve buone critiche, ma rimane un fallimento se paragonato a quello che stava esplodendo intorno.

L’ERA DELLA FOLLIA

Al momento sembra che un posto nella storia per i The verve non ci sia, Ashcroft e soci non hanno le idee chiare, sono degli inetti depressi, inconcludenti come i loro brani che superano sempre i cinque o sei minuti. Non sono abbastanza belli, non sono abbastanza cervellotici, non sono abbastanza spirituali. I testi sono crepuscolari, fatalisti, venati di pessimismo che non colpiscono nemmeno gli adolescenti più depressi.

Il 1995 è l’anno dell’assurdo matrimonio di Richard con Kate Radley, ai tempi tastierista degli Spiritualized, nonché fidanzata e musa del frontman Jason Pierce, amico storico di Ashcroft e compagno di tournée. Tra una data e l’altra dei due gruppi, i due convolarono a nozze in gran segreto, riuscendo a tenere la notizia nascosta ai media per anni, ma non a Pierce, che un paio di giorni dopo dovette condividere il palco con entrambi, col cuore distrutto, le vene piene di eroina e forse con in testa già qualche strofa di Ladies and gentleman we are floating in the space, il disco capolavoro degli Spiritualized, ispirato in gran parte a questo dramma e che prende il titolo proprio dalle parole pronunciate da Kate in apertura, narra la leggenda,  estratte dal messaggio in segreteria con cui lasciò per sempre il povero Jason.

Ma è solo l’inizio della follia, troppe tensioni, troppa droga, troppa pressione, l’aria è irrespirabile e non passa giorno senza che le idee discordanti di Ashcroft e McCabe non sfocino in furiosi litigi, in cui si inceppano a vicenda del fallimento che incombe più che altro nelle loro paranoie. La band si scioglie nonostante le cose non stessero andando così male.

Il loro punto debole è sempre stata la fragilità emotiva di tutti i componenti, crollati ad un passo dal traguardo, spaventati dal reale successo, un equilibrio precario che in qualche modo è rintracciabile nelle loro sonorità decadenti.

LA FUGA DI RICHARD E IL RITORNO DI McCABE

Le cronache del tempo citano un Richard Ashcroft scappato a New York, dove tenta di intraprendere una carriera da modello, una carriera breve. Non che il belloccio emaciato non fosse perfetto come icona heroin chic in una campagna di Calvin Klein al fianco di Kate Moss, ma la sua vocazione è centralmente un’altra.

Nella sua unica apparizione pubblica del 1996 suona in apertura agli Oasis, mostrandosi sul palco con una chitarra acustica, caso raro fino ad allora, e presenta qualche bozza di quello che sarebbe stato il suo primo album da solista.

Poco dopo Richard ricompone la band, ma senza McCabe, al suo posto entra Bernard Bulter, che però capendo l’andazzo si defila dopo nemmeno una settimana di prove. È il giorno di Natale, e forse che siamo tutti più buoni è vero, dal momento in cui Richard prende il telefono e chiede a McCabe di tornare e la risposta è affermativa.

URBAN HYMNS: IL CAPOLAVORO 

La band va in ritiro spirituale, si chiude in studio e produce ottimi pezzi scritti a due mani da Ashcroft e McCabe, il risultato è straordinario, brani che sublimano alla perfezione la demonologia dei The Verve. Urban Hymns è un disco completo ed equilibrato, per non dire perfetto. Il singolo Bitter sweet symphony è al secondo posto in classifica, il pubblico è in visibilio, ma loro sono i The Verve, e qualcosa deve per forza andare storto. Arrivano niente meno che  i Rolling Stone a fargli causa, accusando la band di aver plagiato la canzone The Last Time.

Una volta tanto il gruppo sembra non abbattersi, anzi, tirano fuori il singolo The drugs don’t work, il primo e unico nella storia dei The Verve a raggiungere la vetta della classifica UK, stessa sorte tocca a Urban Hymns che guarda tutti dall’alto, sbaragliando la concorrenza.

“The Verve” e “resilienza” sono due termini contrari, ed è proprio questo il bello: la debolezza, l’incostanza, l’instabilità, non sai mai cosa riservano, causano solo arte pura e senza controllo, non è per tutti, perché ha un costo altissimo. Durante il tour del 1998 Jones sviene all’improvviso sul palco, il ritmo della fama è troppo frenetico, la rivalità tra McCabe e Ashcroft si acuisce di nuovo e il chitarrista abbandona ancora una volta, con una mano rotta, all’apice del successo: è la fine dei The Verve.