Devil’s Playground

Dopo dodici anni in cui ha pagato per i suoi eccessi, torna a sorpresa e si rivolge direttamente a chi lo seguiva negli anni Ottanta. Senza nemmeno pensare a proporsi come un altro, come nella parentesi cyberpunk. Anzi, ricompone il team vincente: il chitarrista Steve Stevens e il produttore Keith Forsey. Il risultato è uno dei suoi dischi migliori, con il bonus di una voce matura che aggiunge una credibilità che ai tempi delle smorfiette andava e veniva.