Heaven Up Here

Al secondo disco, i Bunnymen osano molto di più: badando però più ai valori produttivi e alla costruzione delle scenografie sonore (abbondano i sintetizzatori in sottofondo e il lavoro chitarristico su effetti e pedali) che ai contenuti intrinseci delle canzoni.

McCulloch e i suoi puntano sull’effetto drammatico (la lunga Over The Wall, quasi sei minuti, ha una grandeur quasi spectoriana), sui chiaroscuri (All I Want), sul ritmo (The Promise, It Was A Pleasure) e sul fascino maudit (The Disease) ma sfiorano a tratti l’autoindulgenza.

Ristampato WB 2003 con quattro inediti live, Sydney, 1981.