Ladies And Gentlemen…The Grateful Dead: Fillmore East New York April 1971

Il meglio da cinque leggendari concerti nel tempio newyorkese di Bill Graham viene finalmente pubblicato in forma ufficiale. Nella marea di dischi dal vivo pubblicati dalla band californiana, è uno dei top assoluti: una di quelle occasioni speciali in cui i membri della band viaggiano spesso e volentieri sulla stessa lunghezza d’onda, con effetti inebrianti per i patiti del genere (e magari irritanti per chi non riesce ad entrare in sintonia). Nel nutritissimo programma, Garcia e compagni non mancano di rendere omaggio al soul di Smokey Robinson e Wilson Pickett (Second That Emotion, In The Midnight Hour) e al blues, vecchio amore della band (Next Time You See Me, I’m A King Bee); non mancano una versione “intimista” di Dark Star e le lunghe jam improvvisate che scaraventano band e ascoltatori in universi sensoriali paralleli. Sbalorditiva (per l’epoca) anche la qualità della registrazione.

Steppin’ Out With The Grateful Dead – England 72

Altra opera mastodontica che setaccia, ancora una volta, il tour europeo del ’72 concentrandosi, stavolta, sulle date inglesi. E il risultato è nuovamente entusiasmante (per gli adepti, sottinteso): Weir e Garcia si spartiscono come sempre le luci della ribalta, svettando anche in selezioni meno scontate come Black Throated Wind e l’eccellente Deal, ma Pigpen ruba la scena con una straziata performance soul nella sua The Stranger. Tra i tour de force, versioni da venti minuti (o quasi) di Good Lovin’, The Other One e di Caution (Do Not Stop On Tracks), già nel primissimo repertorio della band.

Nightfall Of Diamonds

Uno dei migliori concerti dei Dead ultimo periodo (1989, alla Meadowlands Arena del New Jersey) si accende soprattutto nella seconda parte, con un flusso circolare di musica che parte da Dark Star per tornare al punto di partenza dopo un viaggio di oltre tre quarti d’ora, passando per i classici Playing In The Band e Uncle John’s Band. Nel primo set spicca invece una lunga e incalzante versione della dylaniana Stuck Inside A Mobile With The Memphis Blues Again.

Grateful Dead Go To Nassau

Il 1980 coincide con uno dei punti più bassi nella carriera discografica del gruppo, ma dal vivo come sempre è un’altra storia. Il meglio di queste due esibizioni del 15 e 16 maggio è persino sorprendente, e sostenuto da una superba qualità di registrazione. La setlist include il vecchio e malizioso New Minglewood Blues e nuovi funk/jazz a firma di Weir (Feel Like A Stranger e Lazy Lightnin’/Supplication, medley in 7/4). Garcia rispolvera con grazia High Time e l’antica ballata folk Peggy-O.

Postcards Of The Hanging

Sul palcoscenico, Garcia e compagni hanno reso frequentissimi omaggi a Bob Dylan: interessante, dunque, l’idea di raccogliere su un unico CD versioni live di sue canzoni, pescate soprattutto negli anni ’80 (ma con un salto indietro al ’73 per una strascicata versione blues di It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry). Protagonista principale Weir, il cui timbro roco ben si adatta a vigorose riletture di When I Paint My Masterpiece e Ballad Of A Thin Man. La prima tiratura ha un CD in omaggio con due brani in più.