Europe ’72

Testimonianza monumentale (per l’epoca) di un tour nel Vecchio Continente fonte di innumerevoli aneddoti e leggende, il triplo LP, poi condensato su doppio CD, dimostra che i Dead (ora con Keith e Donna Godcheaux, tastiere e backing vocals, in formazione) non sono soltanto una variopinta comune viaggiante ma anche una formidabile macchina musicale, capace (al pari di Allman Brothers e Little Feat) di macinare chilometri su ogni tipo di percorso: passando dalla concisione e le ballate country/folk del primo, virtuale set (le registrazioni provengono in realtà da luoghi differenti) alle dilatatate improvvisazioni “free form” della sezione conclusiva, aperta dal ritmo schiacciasassi di Truckin’ e chiusa da una ipnotica Morning Dew. Pigpen (all’ultimo tour: morirà l’anno seguente) si ritaglia gli ultimi scampoli rock-blues (Hurts Me Too, Mr. Charlie), Weir pesca altre canzoni da Ace (Looks Like Rain e One More Saturday Night, rock and roll alla Chuck Berry, e firma con Hunter la ballata hippy Jack Straw), Garcia e lo stesso Hunter sviluppano ancora il canovaccio di Workingman’s Dead e American Beauty (He’s Gone, Ramble On Rose) mentre l’ormai classica China Cat Sunflower trova il seguito ideale nel traditional I Know You “Rider.