The Deep End Vol. 1

Lo shock della morte di Allen Woody spinge i superstiti Haynes e Abts a circondarsi di uno stuolo di ospiti, affidando ad un bassista diverso (Jack Bruce, John Entwistle, Flea, Roger Glover, Mike Gordon dei Phish ecc.) il sostegno ritmico di ciascun brano. Alla celebrazione partecipano Greg Allman, Jerry Cantrell, John Scofield, Derek Trucks, Bernie Worrell e molti altri, e il risultato è brillante. Merito della passione e della perizia dei performers, certo, ma anche della qualità del materiale selezionato: da una folgorante Effigy (Creedence) ai riff implacabili di Maybe I’m A Leo (Deep Purple), dall’r&b pulsante di Down And Out In New York City al funk di Tear Me Down. Il drumming agile di Abts è buono per tutte le stagioni (e fa scintille nel jazz-funk strumentale Sco-Mule), Haynes sfodera le sue ballate migliori: l’immancabile Soulshine, la robusta Banks Of The Deep End, la malinconica Beautifully Broken. Lo scomparso Woody fa la sua ultima apparizione nella traccia conclusiva, Sin’s A Good Man’s Brother (una cover dai Grand Funk). La limited edition contiene un Cd-enhanced con quattro brani in più e materiale video.