Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu

Gli Elio e le Storie Tese debuttano con un album che ripropone nove brani del loro esilarante repertorio. John Holmes (una vita per il cinema) è dedicata al famoso pornodivo e ai suoi "trenta centimetri di dimensione artistica", mentre Silos è un disgustoso elenco delle tante "cose segrete dal nostro organismo secrete".

Si ride a crepapelle ma i cinque sono anche dei signori musicisti: lo dimostreranno con dischi sempre più funambolici.

Eat The Phikis

Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, indimenticati conduttori di Giochi senza frontiere, danno il via alla loro maniera all’album che contiene il brano della definitiva consacrazione del gruppo: La terra dei cachi, giunto secondo al Festival di Sanremo.

Giorgia è ospite in T.V.U.M.D.B. pezzo dedicato alle "ragazze che scrivono su vari supporti, siano essi diari o mezzanini le seguenti cose: love by Simona ’82 più altre scritte tutte storte di genere giovane", mentre El Pube utilizza un’irresistibile ritmo sudamericano per raccontare la storia di un commerciante di "necessaire per le esigenze di coppia".

I colpi di genio sono però Li immortacci, in cui Hendrix diventa "er chitara", Marley "er rastamanno" e Freddy Mercury "er mafrodito" e soprattutto Tapparella, amarcord dedicato a una "festa delle Medie" a base di Fonzies e spuma.

Italyan, Rum Casusu ´ikti

Sulle idee contenute in quest’album un gruppo più "calcolatore" avrebbe potuto costruire un’intera carriera ma Elio e i suoi sono così, generosi ed eclettici, spesso volgari ma divertentissimi. Diego Abatatantuono torna "terrunciello" in Supergiovane, Riccardo Fogli, i Chieftains e Skardy dei Pitura Freska partecipano a Uomini col borsello ma il momento più riuscito è forse Servi della gleba, cinico ritratto di un giovane prima schiavizzato e poi scaricato dalla sua fidanzata.

Sicuramente il disco più divertente dei capofila del rock demenziale italiano.

Craccracriccrecr

Al termine del 1998 un grave lutto colpisce la band: Paolo Feiez Panigada, formidabile polistrumentista presente in formazione fin dal primo album, scompare durante un concerto. Il colpo è ovviamente durissimo ma Elio e gli altri decidono di andare avanti, portando il loro amico nel cuore ma continuando ad assecondare la loro indole folle e goliardica.

Stavolta i brani da non perdere sono Caro 2000, inno a un anno atteso e un po’ temuto, Disco Music, con l’immortale verso "e canto Please Don’t Let Me Be Misunderstood, mentre parcheggio nel parcheggio l’Alfasud" e soprattuto Bis, che fa il verso a Ligabue e mostra, forse per la prima volta, che anche Elio e le Storie Tese hanno un cuore.

Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)

Definita dalla stessa band "il primo disco postumo di un gruppo i cui componenti sono ancora insieme e/o vivi", questa raccolta contiene "una selezione dei nostri maggiori successi eseguiti in pubblico dall’anno del primo embrione eliano".

Il gruppo ha suonato in diretta, di fronte a un pubblico di amici, lo stesso repertorio di 15/20 brani "ma solo le esecuzioni migliori sono passate, come l’uomo Del Monte". Imperdibile La saga di Addolorato, suite in cinque movimenti che racconta la storia dello "sfortunato ultimogenito (più giovane di quindici anni) di dieci fratelli gemelli e stronzi".

Elio E Le Storie Tese

Dopo essersi fatti le ossa fin dal 1979 con centinaia di concerti sui palchi dei locali della loro città, i milanesi Elio e le Storie Tese debuttano con un album in studio nel 1988.

In un crescendo di popolarità, il gruppo con virtuosismo tecnico, umorismo demenziale e polemica ironia solcherà significativamente il panorama musicale italiano contemporaneo, ottenendo inoltre la vittoria del Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards nel 1999.