White Pony

L’album dei Deftones più aperto alle loro fluorescenze new wave — specie per Digital Bath e RX Queen — e psichedeliche, in particolare Knife Prty, Change (In The House Of Flies) e l’ultima Pink Maggit.

Si fondono il Sublime romantico e quello metal. Il dj hip-hop Frank Delgado, già collaboratore esterno, è preso stabilmente in formazione. Il suo contributo più interessante è sulla melodia ovattata di Teenager.

Deftones

Con un "senza titolo" spartano i Deftones tornano a far vibrare paurosamente le puntine di sismografi e giradischi. L’urto tra le placche sonore è la causa/effetto di nuovi cataclismi e lo stesso caos che ne deriva l’ambra per le fossili linee new wave; melodie fachiro su letti di chiodi montati col feedback (la stellare Minerva), che, sature di distorsioni, pattinano su ritmi hip-hop (Needles And Pins), armonie sdrucciolevoli (Good Morning Beatiful) e spaccature hardcore (Hexagram).

Tellurica conferma di uno stile e forte spinta in avanti. Fa storia a sé il trip-hop corvino di Lucky You.

Around The Fur

Ribadita la prassi del crossover a cuore aperto, acquistano in dettagli e sono meglio rifiniti tanto l’iperbolica muraglia di suono dei californiani che i loro frenetici stop & go, le rasoiate in staccato e il continuo mutare registro del cantante.

L’ispessimento dei regimi chitarristici conduce a Head Up, brano di mostruosa e positiva ferocia (ospite l’ex Sepultura Max Cavalera); il progresso di scrittura a Be Quiet And Drive (Far Away), abbacinante post-metal.

Deftones

Non Disponibile

Il quartetto di Sacramento — Chino Moreno (voce), Stephen Carpenter (chitarra), Chi Cheng (basso) e Abe Cunningham (batteria) — si distingue per essere un abile catalizzatore di enzimi hardcore, metal, new wave, grunge, noise, emo, rap, agenti di una reazione chimica dove la potenza blindata si nebulizza a contatto con pathos, melodia e candore, sorprendenti per un gruppo tanto duro.

Con sei album pubblicati – l’ultimo, Diamond Eyes, risalente al 2010 – il gruppo è attivo dal 1989.