S.C.I.E.N.C.E.

Un album tra i più sagaci e divertenti della generazione nu-metal. La musica degli Incubus rimbalza come un elastico tra i generi, come nell’electro-hip hop-funk-metal di Redefine che si tende o allenta con variazioni magistrali; e poi gioca con accenni disco (Vitamin), drum and bass (lo strumentale Magic Medecine) e percussionismo tribale (New Skin), riff robusti (A Certain Shade Of Green) e sincopi ultrametal in versione hi-tech (Nebula). C’è odore di Faith No More, specialmente quando il discorso si fa più rilassato e ironico: Summer Romance è una Evidence marchiata Incubus.

Make Yourself

Oltre a sostituire Lyfe con DJ Kriss Killmore, che rispetto al predecessore lavora più sottotraccia, gli Incubus si trovano a collaborare con Scott Litt, produttore, tra gli altri, dei REM. La musica non ha perso la sua meravigliosa obliquità ma il risultato è un taglio più pop, non troppo convenzionale o smaccato, fatto di robuste melodie post-grunge e un più discreto filtro elettronico. The Warmth, Stellar e Make Yourself sfoggiano motivi vivaci e orecchiabili. La ballata acustica Drive si impone come singolo, legandosi a un fortunato videoclip.

Fungus Amongus

Quattro ragazzi del sud California — Brandon Boyd (voce), Mike Einziger (chitarra), Alex Katunich (basso) e José Pasillas (batteria) — esordiscono giovanissimi con un ex voto ai loro ispiratori: Faith No More, Mr. Bungle, Red Hot Chili Peppers e Primus. Pur derivativo, il mix bollente di funk, rap, hard rock, soul, eccetera, è ancora comprensibilmente acerbo, ma dimostra che i ragazzi non sono degli sprovveduti. Pubblicato per la loro etichetta (dal nome improbabile: Stopuglynailfungus Music on Chillum), è ristampato nel 1996 sotto l’egida della Sony.