Panorama

Disco ambizioso ma spiazzante. In un’atmosfera cupa e dissonante, Ocasek sembra voler dare uno scrollone che faccia cadere i fan arrampicatisi sul versante commerciale della band, in favore di quelli che vi avevano individuato uno spessore autenticamente artistico.

Solo Touch And Go porta soddisfazioni in termini di classifica; per il resto, negli USA l’album viene bollato come una delle più grandi delusioni della storia del rock.

La band non mancherà di prenderne atto.

Door To Door

Ulteriore ritorno, ma stavolta i Cars sembrano veramente provenire da un’altra epoca. Il motivo? L’offerta di canzoncine pop è molto più elevata rispetto al periodo in cui avevano esordito.

L’attenzione loro tributata è già nostalgica, e per un gruppo attivo da meno di dieci anni la cosa è un po’ impressionante. La band accetta la situazione e, silenziosamente, si scioglie.

Ocasek rimarrà attivo come produttore, mentre Orr morirà di cancro nel 1999.

The Cars

Questa è la ricetta di Ric Ocasek e Ben Orr, i due leader del gruppo, che parlano d’amore a una nuova generazione di american boys con Just What I Needed, My Best Friend’s Girl, Good Times Roll e You’re All I’ve Got Tonight, tuttora nelle playlist delle FM d’oltreoceano.

In CD c’è anche la versione "deluxe" della Rhino Records, con 5 inediti.

Cars

Non Disponibile

A metà degli anni ’70 Greg Hawkes (tastiere), Elliott Easton (batteria), Benjamin Orr (voce e basso), Ric Ocasek (voce e chitarra) insieme al batterista David Robinson (già nei Modern Lovers) formano a Boston una band la cui importanza per la musica americana è trascurata in Europa: di fatto, sono il connubio tra il pop radiofonico e alcune istanze della new wave: tastiere minimali, chitarre blandamente aggressive, citazioni decadenti, ritornelli pastosi.

Più facili e prevedibili dei contemporanei Blondie e Police, ma non privi di qualche eccentricità, i Cars rimangono sulle scene dal 1976 al 1988, per poi tornare insieme nel 2010 ripristinando l’attività live nel corso del 2011. 

Heartbeat City

Dopo una lunga pausa, un ritorno clamoroso con un disco milionario, che finalmente li proietta anche nel resto del pianeta. Certo, lo sforzo non è indifferente: si mobilita persino Andy Warhol, che collabora ai videoclip.

You Might Think, Hello Again, la contagiosa Magic e la dolce ballata Drive sono i brani più noti di questo colorato juke-box anni ’80 prodotto da Mutt Lange (Bon Jovi, Backstreet Boys, tanto per citarne un paio).

Candy-O

Dopo il clamoroso successo dell’album di debutto e dei suoi singoli, un disco che non va al di là delle promesse iniziali: i Cars sono quelli del tipo con la voce che ricorda Lou Reed, che sembrano dei dandy urbani, che hanno l’aria di poter raccontare i sommovimenti del cuore dei nuovi teenagers, che sembrano guardare a tutto con sofferta ironia — ma in tanto sembrare, di fatto, fanno canzonette.

E proprio questo fa la loro fortuna: grazie a brani come Let’s Go e alle chitarre ammaestrate di Elliot Easton, lo spettro del punk viene sepolto con più facilità.