Mediamente isterica

Dopo un anno passato in mezzo al consenso, difficile ripetersi, specie se si sta tentando di crescere. Al momento dell’uscita il disco lascia perplessi (e Besame Giuda non è un gran singolo), ma col tempo si coglie il lavoro sulla musica e lo sforzo di mantenere la propria carica comunicativa in Quattordici luglio, In funzione di nessuna logica e L’ultima preghiera.

Stato di necessità

Di nuovo a Sanremo con la autobiografica In bianco e nero, in cui affina le proprie caratteristiche di autrice e, come ama definirsi, "cantantessa". Non solo rock, ma anche leggiadre incursioni nel soul, nel jazz, nella musica latina, e nella tradizione italiana.

Al suo meglio, mette d’accordo chi la vuole poetessa e chi la vuole al Festivalbar sfoderando la languida, deliziosa Parole di burro. L’ultimo bacio è invece un do ut des con il regista Muccino, che le concede una particina nell’enorme successo cinematografico che porta il nome della canzone.

Confusa e felice

Ancora a Sanremo, ma con ben altra carica. Confusa e felice è quanto di più simile a ciò che in America va cantando Alanis Morissette: il graffio di una giovane donna cui il mondo va piuttosto stretto.

Colpiscono la voce (un curioso cantilenare forse imparentato con Dolores O’Riordan dei Cranberries), la convivenza tra passione rock ed eleganza, i testi personalissimi. Nel complesso, un disco di rock italiano come non se ne sentivano da tempo.

Consoli Carmen

Non Disponibile

La cantantessa Carmen Consoli nasce a Catania nel 1974, esordisce nel 1995 partecipando al Festival di Sanremo con il brano Amore di plastica (scritto insieme al collega e concittadino Mario Venuti) per poi avviare un’ormai quasi ventennale carriera di ottimo cantautorato che non nasconde, ma spesso celebra, le sue origini siciliane.