To The 5 Boroughs

Sei anni dopo Hello Nasty, i Beastie Boys escono dallo studio di registrazione senza una ruga. I ragazzini terribili sono vicini alla mezza età, ma la personalità del gruppo consente loro di muoversi in assoluta libertà, senza condizionamenti generazionali. Potrebbe essere uno dei tanti inni alla old school, la vecchia scuola del rap tornata in auge a inizio millennio; e invece è molto di più, un album solido, divertente, irrimediabilmente punk nell’anima.

Al valore poetico, An Open Letter To New York City aggiunge la citazione della Sonic Reducer dei Dead Boys, mentre la focosa 3 The Hard Way contiene un inatteso passaggio in italiano.

Hello Nasty

È il singolo Itergalactic a far decollare il quinto ellepi del gruppo verso la vetta della classifica di vendita statunitense, con quasi 700.000 copie smerciate nelle prime 24 ore. Le rudezze di matrice punk sono abbandonate, ai microfoni si aggiunge la voce giapponese di Miho Hatori delle Cibo Matto, e per Dr. Lee, PhD scende in campo il patriarca del dub giamaicano, Lee "Scratch" Perry.

Simple Things

Carole volta pagina e ingaggia una rock band, i Navarro, per un album di rock soffice e radiofonico con molte chitarre e tematiche ambientaliste sviluppate in modo spesso superficiale. Gli oltre sei minuti di God Only Knows provocano qualche sbadiglio, Hard Rock Cafè è divertente ma troppo simile a La Bamba.

Check Your Head

Ai tre, nel frattempo stabilitisi in California e tornati ad impugnare chitarra, basso e batteria, si aggiunge il tocco lounge del tastierista Money Mark Nishita. Il disco è assai più versatile dei lavori precedenti, con l’hip hop che si mischia al punk rock d’origine e flirta con reggae, dub e sensazioni "exotica". Jimmy James, Pass The Mic e So Watc’cha Want permettono ai Boys di riaffacciarsi nella Top 10 americana.

Our Love To Admire

Per il debutto su una major, gli Interpol provano nuove soluzioni in chiave di produzione e arrangiamento (tra cui la classica aggiunta di archi, pianoforte e ottoni per dare respiro all’insieme) e di composizione, come nella cadenzata Rest My Chemistry e nella conclusiva The Lighthouse. Nonostante le intenzioni, il disco pecca in incisività. 

 

20/20

Dopo la curiosa ma maldestra iniziativa di Stack-O-Tracks (un album di basi strumentali pre karaoke) le quotazioni si risollevano un poco con un disco che raccoglie canzoni da 45 giri e brani scartati, anche famosi come Do It Again, I Can Hear Music, Cotton Fields, più altri avanzi di Smile come Cabinessence, e anche una canzone scritta da Charles Manson, Never Learn Not To Love. Sono inziative dovute alla Capitol in previsione della fine del contratto.

Nel corso del 1990 tutti gli album Capitol dei ’60 sono stati riediti a due a due su singolo CD, con bonus tracks aggiunte.

Paul’s Boutique

Una confezione sontuosa accompagna l’album dei Bestie Boys più amato dai puristi dell’hip hop e prodotto dai Dust Brothers, dopo un braccio di ferro legale con Rubin che è costato al trio tre anni di silenzio discografico prima di poter rescindere il contratto con la Def Jam.

Nonostante una certa visibilità del singolo Hey Ladies, il cassiere della Capitol piange: dai sette milioni di copie di Licensed To Ill si scende sotto il milione. Ma l’uso del campionatore è esemplare, dal country di 5 Piece Chicken Dinner allo swing di The Sound Of Science, fino alla superba suite in otto movimenti che forma la conclusiva B-Boy Bouillabaisse, fantasia e senso dello humour non presentano cadute.

Magical Mystery Tour

Unico LP della produzione americana non solo sopravvissuto al tempo ma entrato a pieno titolo nella discografia definitiva dei Beatles. In origine un doppio EP inglese con i brani del film omonimo (tra cui The Fool On The Hill), è stato ampliato sulla lunghezza del long playing con altri 45 giri famosi come Strawberry Fields Forever, Penny Lane, All You Need Is Love, Hello Goodbye.

Pearls: Songs Of Goffin And King

Bella l’idea di recuperare "perle" del catalogo storico di una coppia regina del Brill Building, fabbrica newyorkese di successi pop anni "Sessanta (ci sono Goin’ Back, Hey Girl, One Fine Day), non sempre felice invece la scelta degli arrangiamenti: e se risulta azzeccata la riverniciatura jazzy di Snow Queen (dall’unico disco dei City), la versione dance-elettronica di The Loco-Motion fa scempio dell’originale di Little Eva.

Woodface

Il ricongiungimento tra i due fratelli Finn manda in lavorazione un disco che inizialmente avrebbe dovuto essere il primo a nome dei due Finn ma che poi si concretizza come il terzo dei Crowded House. Gli sforzi congiunti tra i due fratelli, abilissimi scrittori di raffinate melodie pop, produce un balzo qualitativo in avanti, verso un suono molto più raffinato, luminoso, molto beatlesiano nelle ispirazioni.

Un disco pregevole dal punto di vista melodico, con qualche arrangiamento orchestrale di troppo.