Einstürzende Neubauten

Nella terra di mezzo tra l’happening e il rumore si muove l’arte del gruppo tedesco.

La sua metallurgia drammatica, parallela e distinta dai contemporanei inglesi Throbbing Gristle e Cabaret Voltaire, è il riflesso di storiche avanguardie connazionali: il dada di Kurt Schwitters, il grido teatrale degli espressionisti, musicalmente lo sprechgesang, il canto declamato e atonale nato dalla dodecafonia schÎnberghiana, reso in una catastrofica versione punk. 

Gli Einstürzende Neubauten (vuol dire “nuovi edifici che crollano”) sono Blixa Bargeld (chitarra, voce, percussioni), F.M. Einheit (percussioni) e N.U. Unruh (percussioni, effetti). Berlinesi, avamposto del collettivo detto Die Genialen Dilettanten, si formano nel 1980 e, dopo trent’anni di attività continuativa, rappresentano climax e riferimento della scena post-industrial tedesca e internazionale.

 

 

Cabaret Voltaire

Non Disponibile

Il rock incontra l’elettronica: succede alla fine degli anni ’70 con l’industrial rock dei Cabaret Voltaire. Formatisi a Sheffield, Inghilterra, nel 1973, derivano il loro nome dall’omonimo nightclub di Zurigo che fu centro nevralgico del primo movimento Dada.

La loro musica è un ibrido tra sonorità pop, synthwave, dance, techno e post-punk; il gruppo rimane in vita fino al 1994.

 

The Crackdown

Si cambia: è il momento del funky e della dance, dell’occhiolino strizzato alle "piste da ballo più popolose". I Cabaret Voltaire lasciano il privè alternativo ed entrano nelle main room dei grandi club: lo fanno con la forza di chi sa bene cosa fare per raggiungere il successo.

Così è: un bel disco, questo The Crackdown. Che però non aggiunge nulla alla storia della musica elettronica.

International Language

House music, suoni tribali, influenze acid house, produzione musicale di ottima fattura. Diversi dal passato ma assolutamente "sul pezzo", i Cabaret Voltaire sembrano vivere una nuova giovinezza. Che di fatto però nasce e muore con questo album, l’ultimo degno di nota per il gruppo: in seguito una lunga serie di raccolte.

Belle, ma pur sempre raccolte.