Holly Buddy

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La breve carriera discografica, poco più di tre anni, permette al texano Buddy Holly (1936-1959) di vedere pubblicati solo tre suoi album, due a nome proprio (Decca e Coral), e uno a nome The Crickets (Coral), gruppo del quale è leader. Il materiale rimasto inedito all’epoca, registrato sia professionalmente in studio che amatorialmente in altri luoghi, negli anni successivi alla sua scomparsa dà origine ad un cospicuo flusso di antologie contenenti inediti di vario genere, il più delle volte "aggiornati" dalla sovraincisione di un accompagnamento strumentale del gruppo dei Fireballs.

Fra le innumerevoli riedizioni spicca il box di 6 LP The Complete Buddy Holly (MCA Coral) con circa centoventi brani, opera omnia dello sfortunato cantante e autore, pubblicato nel 1979 e non ancora riedito su CD. Questa antologia contiene il meglio sintetizzato in cinquanta brani riordinati cronologicamente.

Dopo una testimonianza del duo "Buddy and Bob", che Holly forma nel 1955 con l’amico Bob Montgomery, e dei brani registrati privatamente, seguono alcune delle incisioni effettuate a Nashville nel 1956 (Decca) che all’epoca non hanno effetto alcuno. Nel 1957 giunge il successo con That’ll Be The Day (n.1 e million seller), Peggy Sue/Everyday (million seller) e Oh Boy/Not Fade Away. I dischi sono pubblicati, per problemi contrattuali, a nome Buddy Holly su Coral e a nome The Crickets, il gruppo formato con Jerry Allison, Joe Mauldin e Niki Sullivan, su Brunswick, entrambe sussidiarie della Decca.

All’affermazione concorrono l’innovativo contenuto intrinseco delle composizioni di Holly, le particolari realizzazioni tecniche, sono fra i primi ad impiegare la sovrincisione di strumenti e voci, e il singolare canto di Holly, che usa un singulto per passare da una sillaba all’altra. Maybe Baby, Rave On, Think It Over, Early In The Morning e Heartbeat sono le uscite del 1958.

Stabilitosi a New York in seguito al matrimonio con la portoricana Maria Elena Santiago, il cantante interrompe la collaborazione con i Crickets e si allontana dall’influenza del produttore Norman Petty, titolare dello studio di registrazione di Clovis, New Mexico, dove Holly registrava e al quale era demandato il lavoro organizzativo.

Si attiva come produttore (un singolo per Waylon Jennings), progetta una propria etichetta discografica e nel gennaio 1959 pubblica il singolo It Doesn’t Matter Anymore/Raining In My Heart, reso originale dal particolare utilizzo di una sezione d’archi, che indica le nuove direzioni verso le quali intende dirigersi. Il 3 febbraio Holly muore inaspettatamente nello schianto del piccolo aereo che lo deve portare alla tappa successiva di un lungo tour del Midwest. Con lui muoiono anche i cantanti Ritchie Valens e J.P. Richardson, detto "The Big Bopper".

La sua eredità musicale influenzerà innumerevoli rappresentanti di una nuova generazione di musicisti, fra i quali Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Elton John, Linda Ronstadt e Elvis Costello.