BON JOVI: Keep The Faith

Sotto la guida del produttore Bob Rock, il gruppo si presenta con un’immagine meno colorata e con un suono più adulto, che prende le distanze in parte dal pop metal degli esordi, ma che ne rinnova il successo. I Believe e Bed Of Roses sono i brani migliori e anche quelli che mantengono il cordone ombelicale con il passato.

Come tutta la discografia è "stato ristampato e rimasterizzato in CD, con una traccia video. Il tastierista David Bryan pubblica un disco solista per la Moonstone, intitolato Netherworld, che passa del tutto inosservato.

BON JOVI: Bon Jovi

Senza ancora una band fissa ed un contratto, John registra la canzone Runaway, che diventa un hit nella radio di New York W.A.P.P. e finisce in una compilation di band emergenti della East Side.

A questo punto i Bon Jovi conoscono il loro primo successo e firmano un contratto con la Mercury che li appoggia facendoli suonare, ancora sconosciuti, con gli ZZ Top e affidandogli alle cure del noto produttore Lance Quinn. Dopo quattro mesi di lavoro, nell’aprile del 1984 esce l’album di esordio, ed è subito successo, di critica e di pubblico.

Accompagnato da un’immagine da rockstar nata e da un sorriso ammaliante, Jon Bongiovi, con la sua voce forte e melodica, è il punto focale di un album che riporta, dopo ani di buio, il party-rock all’attenzione delle grandi masse. Stile sontuoso, ma immediato il disco poggia su alcuni classici come Runaway, She Don’t Know Me, Roulette, Breakout, con la pausa della ballata Love Lies.

The Left Feels Right — Greatest Hits Whit A Twist

Immancabile tappa acustica dal vivo che documenta come il repertorio del gruppo sia composto per reggersi in piedi anche solo con una chitarra acustica e la voce. Una serie di hit storici, eseguiti con classe, che testimonia il valore di una band che ha saputo superare i pregiudizi della critica più esigente.

La prima edizione dell’album è accompagnata da un bonus DVD di sei pezzi.

7800 Fahrenheit

Nome di punta di uno stile musicale, l’AOR/class metal, che ha invaso le classifiche americane, i Bon Jovi pubblicano un secondo album non all’altezza del suo frizzante predecessore, ma il pubblico non sembra accorgersene e lo premia lusinghieri piazzamenti di classifica.

I rock vibranti di In And Out Of Love e King Of The Mountain, parallelamente alle melodie di Hardest Art Is The Night e Silent Night, sono i nuovi successi del gruppo, che dedica l’accattivante Tokyo Road ai fan giapponesi, da subito generosi con la giovane band.

BON JOVI: One Wild Night Live 1985-2001

Dal titolo dovrebbe documentare l’intera carriera del gruppo, in realtà si tratta di materiale ricavato quasi interamente dai tour del 1995 e del 2000, più due ripescaggi del 1985 (Runaway e In And Out Of Love), da tempo escluse dal set dei concerti. Il risultato è comunque ottimo con la curiosità di Bob Geldof ospite in I Don’t Like Mondays, vecchio successo dei suoi Boomtown Rats.

Slippery When Wet

Non è il disco più venduto, ma è quello della consacrazione, che consegna i Bon Jovi alla storia del rock. Una serie di singoli spettacolari, che pescano a piene mani alla storia del rock duro americano, tra echi di Aerosmtih, Van Halen e Cheap Trick, con l’immancabile riferimento a Bruce Springsteen, per vie della timbrica generosa e calda del leader.

You Give Love A Band Name, Livin’ On A Prayer, Wild In The Street, potenti e sostenute da ritornelli stordenti e le ballate spezza cuori Wanted Dead Or Alive e Never Say Goodbye, sostenute dall’impeccabile produzione di Bruce Fairbairn, diventano i temi di riferimento per intere generazioni di nuovi rock band americane.

Bon Jovi

Non Disponibile

John Bongiovi nasce nello Stato del New Jersey il 2 marzo del 1962. Sin dall’adolescenza dimostra che il suo unico obiettivo è quello di diventare una rockstar.

Determinato a realizzare con ogni mezzo il suo sogno, John trova lavoro presso i Power Studios di New York, di proprietà di suo cugino Tony. Il suo ruolo è variegato, fa dallo spazzino al cameriere, fino all’aiutante dei musicisti che girano negli studi. Conosce così Aldo Nova, Billy Squier e Southside Johnny e vede all’opera il suo idolo Bruce Springsteen.

Qualche anno più tardi Mick Jagger dirà che era rimasto colpito dall’astuzia di quel ragazzino, che l’aveva salvato dall’assalto di alcuni paparazzi. Sin dai primi anni ’80 John ha una sua band con cui suona nei club del New Jersey, ma è solo nella primavera del 1983 che la situazione si stabilizza con l’arrivo del chitarrista Richie Sambora, del batterista Tico Torres (ex Frankie And The Knockouts), del bassista David Bryan e del bassista Alec John Such, tutti musicisti sconosciuti al grande pubblico, ma noti nell’area del New Jersey.

Bounce

Con un’immagine più adulta e con la consapevolezza di essere delle star (vari musicisti del gruppo hanno relazioni più o meno lunghe con attrici o modelle), ma con uno stile sempre coinvolgente e carico di energia, il gruppo pubblica un disco degno degli anni migliori, con una ritrovata compattezza ed un lotto di canzoni nuove portato con successo in tour.

Su tutte il singolo Everyday e la dolce All About Lovin’ You.

JON BON JOVI: Destination Everywhere

Mentre Jon Bon Jovi è sempre più attratto dal mondo di celluloide di Hollywood (Lo troviamo infatti in varie pellicole dai toni della commedia, con risultati non sempre da ricordare!), esce questo suo secondo album solista (prodotto dall’ex Eurythmics Dave Stewart), gradevole e contaminato da tocchi di pop elettronico.

Nel film omonimo, Jon è in compagnia di Demi Moore.

These Days

Dopo oltre un decennio di successi, i Bon Jovi cercano nuove soluzioni sia in fase di scrittura che negli arrangiamenti, non più pensati solo per il ritornello. Il risultato è intrigante, e anche dal punto di vista dei testi si nota il desiderio di staccarsi dai soliti temi adolescenziali.

Il bassista Such abbandona le scene per una scelta di vita, pur gravitando ancora intorno al gruppo. Non viene sostituito, gli vengono preferiti dei turnisti a pagamento.

JON BON JOVI: Young Guns II — Blaze Of Glory

In un momento di pausa del gruppo, Jon Bon Jovi ne approfitta per approntare la sua carriera solista. L’esordio è questo disco, colonna sonora del film Young Guns II (che intasca anche una nomination ai premi Oscar come miglior colonna sonora).

C’è spazio per la parte più cantautorale dell’artista, che canta con toni meni accesi e sviluppa composizioni dai toni rurali e con spiccata attitudine country, mai del tutto prive però del tocco radiofonico che alimenta la band guida. Santa Fe, la title track e Billy Get Your Guns i momenti più ispirati.

New Jersey

Dopo oltre un anno trascorso in tour, i Bon Jovi si prendono una pausa di riflessione. Il risultato è un lavoro più adulto, in parte privo della patina per radio e teen ager, dove ascoltiamo riferimenti country che riportano alle origini del rock.

Anche a causa del titolo, da parte della stampa, diventano continui i riferimenti a Bruce Springsteen, considerato l’unico vero rocker del New Jersey. Il pubblico non la pensa così e premia l’abum con un primo posto sia in America che Inghilterra, ma la cosa si ripete in molte classifiche mondiali.

La ricetta è leggermente cambiata, c’è più spazio alle tastiere e la chitarra acustica ha una parte importante, come dimostrano Homebound Train, Ride Cowboy Ride, Wild Is The Wind. Non mancano i classici rock radiofonici, dal forte impatto melodico nel ritornello, da Bad Medicine a Lay Your Hands On Me a Born to Be My Baby. Immancabili le ballate vincenti come I’ll Be There For You e Living In Sin. Il rock epico di Blood On Blood è l’apice dell’album.