Devil’s Playground

Dopo dodici anni in cui ha pagato per i suoi eccessi, torna a sorpresa e si rivolge direttamente a chi lo seguiva negli anni Ottanta. Senza nemmeno pensare a proporsi come un altro, come nella parentesi cyberpunk. Anzi, ricompone il team vincente: il chitarrista Steve Stevens e il produttore Keith Forsey. Il risultato è uno dei suoi dischi migliori, con il bonus di una voce matura che aggiunge una credibilità che ai tempi delle smorfiette andava e veniva. 

Lingo

Gli Almamegretta pensano internazionale ma non vogliono dimenticare le loro origini. Realizzato a Londra, Lingo ospita Pino Daniele ed Eraldo Bernocchi, oltre a componenti dei Fun-da-mental e dei Transglobal Underground. Il risultato di questi incroci è un disco in cui hip hop e dance convivono con sonorità orientaleggianti e gli ormai consueti richiami alla tradizione giamaicana.

Imaginaria

Con il loro quinto album di inediti, gli Almamegretta proseguono il loro viaggio nei territori del reggae, della techno, del dub e del pop. Il risultato, parola di Raiss è «il disco più istintivo della carriera del gruppo, quello meno progettato a priori». Un discreto album di transizione, che nulla aggiunge ai passati fasti della band napoletana.

Venite venite

Registrato durante diversi concerti tenuti fra il 1994 e il 2001, il primo album live degli Almamegretta ha il merito di riproporre alcuni classici della band (Figli di Annibale, Maje, Sanacore, Pé dint’e viche addò nun trase ‘o mare) in versioni che esaltano il cantato di Raiss. Due gli inediti in studio: Uno e Due, quest’ultimo con Mauro Pagani alle tastiere.

4/4

Dopo tanti viaggi, la band torna a casa e opta per una prevalenza della lingua italiana e, prima volta, per l’autoproduzione. Alla già ricchissima ricetta musicale degli Almamegretta si aggiungono sonorità house, per un disco meno immediato e solare dei suoi predecessori. Ancora lunga e variegata la lista dei collaboratori: stavolta sono della partita il rapper Dre Love e la cantante siberiana Sahinko Namchylak.

Stile libero

Uguale a se stesso come McDonald’s: così piace alla sua clientela, cui dà la quintessenza della ramazzottianità, con gran soddisfazione di entrambi. Ci sono Steve Ferrone, Brian Auger, Michael Landau, Trevor Horn, Cher, Jovanotti come autore (nell’improbabile Improvvisa luce ad est). Milioni di copie vendute. I conti tornano.

Dove c’è musica

Innamorato pazzo della showgirl Michelle Hunziker (Più bella cosa), beato padre di famiglia (L’aurora), venerato dal pubblico per le sue ballate sentimentali (Stella gemella), è come uno stilista al suo meglio: confeziona capi eleganti, e a quello che succede “ai bordi di periferia” non dedica più di un vago ricordo (Lettera al futuro).

La sua fase creativa è finita, e la multinazionale Eros si gode una Buona vita.

9

Si separa dalla moglie, e grazie al gossip ne esce vincitore: il disco gronda di sindrome da abbandono. Tutti si commuovono, e il disco vende a tonnellate. Non manca il pezzo dedicato alla mamma (Mamarà) — nulla invece su spaghetti, pizza e mandolino.

Se è vero che milioni di fan non possono sbagliare, è anche vero che ormai, a differenza di qualche anno fa, per i non tifosi non c’è una canzone per cui valga la pena di pagare il biglietto.

Monaco ’74

Per non essere identificati con una frontwoman, Bertotti e Ferri ingaggiano un’altra cantante, l’americana Gi Kalweit, cosa che offre il destro per cimentarsi con diversi brani in inglese. Reduci da una tournée con Ornella Vanoni, nella quale approfondiscono le loro notevoli capacità di arrangiatori di brani altrui, nel nuovo disco evocano nuovamente un pop piuttosto retrò, adeguatamente simboleggiato da una nuova cover, quella di Un’estate fa.

Il titolo del disco è ispirato dai mondiali di calcio in cui l’Olanda di Cruyff affascinò il mondo — salvo perdere con la imperturbabile, concreta Germania. Più simbolico di così.