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Forte di Massachussets, World, And The Sun Will Shine, l’album riflette quello che i Bee Gees sono in questo momento: una prodigiosa macchina da singoli pop cui non mancano le ambizioni per fare qualcosa di più: casomai, l’eccessivo favore con cui vengono accolte le loro pagine più soft li induce a trascurare la loro inclinazione per la ritmica.

Oh, beh: si rifaranno in seguito.

Spirits Having Flown

Un disco da divi: lezioso il giusto (Tragedy, Too Much Heaven) e capace di confermare lo status planetario ottenuto grazie al film con John Travolta. Non ottenne mirabili recensioni, ma nel frangente i fratelli Gibb erano decisamente al di là di qualsiasi considerazione critica: non c’era radio che non li trasmettesse, non c’era nazione in cui non vendessero milioni di copie.

Trafalgar

Non si direbbe, ma i Bee Gees sono stati sul punto di vedersela coi Jethro Tull e i Genesis nel progressive-rock. La prova è questo album, vagamente legato dal filo conduttore delle guerre napoleoniche, e lungo 47 minuti. Come la storia ha dimostrato, non era questa la loro vocazione; intanto però How Can You Mend a Broken Heart va al n.1 nelle chart.

Bee Gees

Non Disponibile

I Brothers Gibb (questo significa, abbreviato, il loro nome) nascono nel 1946 (Barry) e nel 1949 (i gemelli Robin e Maurice) in Inghilterra da genitori musicisti, che si trasferiscono a Brisbane, Australia. 

Maestri di soft-rock tra gli anni Sessanta e l’alba dei Settanta e divinità della disco music a partire dal finire di questa decade, i Bee Gees – inclusi di diritto nella Rock And Roll Hall of Fame – dopo quarant’anni di carriera si sciolgono nel 2003 in seguito alla morte improvvisa di Maurice.

Mr.Natural

Dopo uno dei tanti periodi grami della loro carriera, una delle tante resurrezioni, con un cambio di stile: su consiglio dell’amico Eric Clapton, il trio lascia perdere le armonie beatlesiane e introduce un po’ di funky e di philadelphia sound nel suo stile. È l’inizio di un processo che li porterà ad essere i re della pista da ballo — ma nella prima metà degli anni ’70, questo è ancora imprevedibile.

Monday’s Rain

Proprio sulla nave che li riporta in Inghilterra, la famiglia apprende che il singolo Spicks & Specks è al n.1 in Australia. In patria, decidono di fare sul serio: si dotano di un manager, Robert Stigwood (collaboratore di Brian Epstein, che gestì i Beatles) e dall’Oceania vengono chiamati il batterista Colin Peterson e il bassista Vince Melouney, e il gruppo azzarda un album chiaramente ispirato dal lato più melodico del pop inglese di quegli anni, con chiari debiti nei confronti degli Everly Brothers e dei quattro di Liverpool.

Saturday Night Fever

La fondamentale musica del film di John Badham che segna un’epoca: i Bee Gees (recalcitranti) sono convinti da Robert Stigwood a occuparsi della colonna sonora, e il manager fa cacciare il primo regista (John Avildsen) quando questi dice che non gli piacciono Night Fever, How Deep Is Your Love, If I Can’t Have You (interpretata da Yvonne Elliman) e More Than a Woman.

Bel colpo, Mr. Stigwood: 25 milioni di copie vendute solo in America, l’apoteosi della disco music ma anche, a distanza di anni, brani eleganti e non privi di genio, che resistono all’usura del tempo.

Bee Gees 1st

Una raffica di singoli di successo (New York Mining Disaster 1941, To Love Somebody, Holiday, e esclusa dalla versione originale dell’album) fanno del quintetto angloaustraliano uno dei nomi più in vista del momento: il titolo dell’album sottolinea il taglio col passato adolescenziale e l’intenzione di confrontarsi con un pop più complicato, quasi progressive.

Odessa

Velluto rosso (sulla copertina), brani lunghissimi, malcelate ambizioni di misurarsi coi Beatles, ma la direzione scelta dal gruppo ricorda, agli italiani, i Pooh: un piede nella melodia, l’altro nel pop, e molta (troppa) enfasi orchestrale.

Alla fine del disco, accolto piuttosto bene, i Bee Gees vanno in pezzi: Robin se ne va e incide un disco solista (Robin’s Reign), Melouney alza i tacchi, e Petersen addirittura fa causa ai fratelli Gibb per tentare di accaparrarsi il loro nome. La versione su (singolo) CD ha un brano in meno.

Main Course

I fan dell’epoca di Massachussets non capiscono, ma i ragazzi della crescente "febbre del sabato sera" sì: non è più solo philadelphia sound, ma è aperto flirt con la disco music. Jive Talkin’ e Nights On Broadway attraggono milioni di nuovi ascoltatori per un gruppo che veniva dato per finito, e la black music entra — con lunghi capelli e bionde barbe da hippy — nelle case di ascoltatori bianchi.

Debuttano la voce in falsetto di Barry, decisivo marchio di fabbrica degli anni a venire, e il tastierista Blue Weaver, che col batterista Dennis Byron e il già citato Kendall sarà per molti anni la parte musicale, nascosta dei Bee Gees.

The Bee Gees Sing And Play 14 Barry Gibb Songs

Il trio si esibisce fin dalla tenera età; il primo singolo, Three Kisses Of Love, è del 1962, e prelude all’album di debutto: basato sulle armonie vocali dell’acerbo trio, è pressoché ignorato dal pubblico nonostante la grande popolarità ottenuta grazie a uno show a loro nome su una tv australiana.

Living Eyes

Nel giro di pochi mesi, dalle stelle alle stalle. Stesse sciarpone di seta, stessa formula, stesso falsetto, eppure la ditta collassa a causa della sovraesposizione, degli anni ’80 che si rivoltano ai ’70, della fine della disco music, del fiasco del film Sgt. Pepper voluto da Stigwood, e soprattutto del singolo He’s A Liar, davvero scarso.

Curiosamente, nel fiasco commerciale non sono coinvolti perché momentaneamente accantonati i tre musicisti che hanno accompagnato la famiglia per anni: Kendall, Byron e Weaver.

Idea

I Started A Joke e I Gotta Get A Message To You svolgono egregiamente il loro lavoro di singoli, ma nonostante il chiaro intento di togliersi dalla dimensione dei 45 giri per entrare in quella dei 33, lo sforzo non convince completamente. In qualche modo, gli hit danneggiano la coesione degli album, che pure sta molto a cuore al trio.

E.S.P.

Dopo anni di silenzio, con qualche successo solista per Robin (Juliet) e l’attività di autore e produttore per Barry (Barbra Streisand, Diana Ross), ritorno e buon esito in classifica con You Win Again, accompagnata da brani senza guizzi di onesto pop brizzolato.

This Is Where I Came In

Il passo d’addio: un disco ignorato da tutti, perché il trio deve ancora scontare l’immane successo di qualche decennio fa. Eppure, mai come in questo album i fratelli Gibb sono tre musicisti e autori di livello, capaci di muoversi con talento e leggerezza tra i vari stili. Poco dopo la realizzazione del disco, Maurice Gibb muore di infarto, e Barry e Robin decidono di mettere la parola fine alla storia del gruppo.

Staying Alive

Il cerchio è completo: con il seguito di Saturday Night Fever girato da un Sylvester Stallone deciso a "rambizzare" il personaggio di Tony Manero, la carriera dei Bee Gees (e anche quella di John Travolta) raggiungono l’usura.

Il trio fa causa a Robert Stigwood accusandolo di pessimo management (poi il rapporto verrà ricomposto) e per un po’ starà lontano dalle scene e vicino ad alcool e droga.