BOB DYLAN/THE BAND: Before The Flood

Con questo doppio dal vivo, che documenta il tour americano di quell’anno, Dylan chiude il contratto con la Asylum. L’energia sembra la stessa che caratterizza Planet Waves e le versioni di classici come Most Likely You Go Your Way And I’ll Go Mine, It Ain’t Me Babe o All Along The The Watchtower, anche se stravolte comunicano una grande passione.

L’apparizione della Band al grande concerto londinese di Crosby, Stills, Nash & Young del settembre ’74 fa pensare che potrebbe esserci anche Dylan, assente dall’Europa dal festival di Wight del ’69, ma si tratta solo di una pia illusione.

Bisognerà aspettare il ’78 per rivedere Dylan sui palcoscenici europei.

Desperado

La notorietà subisce un balzo in su con un concept album dedicato ai temi del vecchio West, confezionato con cura e astuzia, con canzoni destinate a gloria sempiterna o quasi (Tequila Sunrise, Desperado, Outlaw Man, Saturday Man), belle armonie vocali, ballate d’effetto, qualche rock misurato. Venderà meno del primo album ma sarà molto più famoso.

On The Border

Con l’aggiunta del chitarrista Don Felder, gli Eagles mostrano più affiatamento e consistenza rock: Already Gone e James Dean sono i momenti più agitati, la cover di Tom Waits Ol’55 il pezzo più bello, la dolce ballata Best Of My Love il primo numero uno in classifica. È il primo disco milionario ma non è tra i più belli.

Eagles

All’esordio discografico, la più famosa e sopravvalutata band californiana propone uno stile abbastanza consueto, un country folk con qualche inclinazione rock (Take It Easy, Peaceful Easy Feeling). Train Leaves Here This Morning è di Gene Clark, Take It Easy e Nightingale portano la firma di un giovane Jackson Browne.

Hotel California

Il disco più noto del gruppo (grazie al famosissimo brano omonimo), un altro concept album sui piaceri di una vita da star a Los Angeles. New Kid In Town e Life In The Fast Lane sono gli altri hit di un disco fortunato oltre ogni aspettativa, che porterà denari a palate e metterà fine a ogni ulteriore ambizione.

Planet Waves

Dopo quasi dieci anni di collaborazione è il primo album realizzato da cima a fondo con la Band, anche se il mercato segnala la presenza di bootleg con il materiale dei Basement Tapes e registrazioni dal tour del ’65/’66. Vibrante ed energico, è senz’altro il miglior album da John Wesley Harding.

Destinata ad essere spesso ripresa nei concerti e qui presente in due versioni differenti, Forever Young è dedicata al figlio appena nato Jakob.

Byrds

I Byrds si sciolgono ufficialmente nel 1973; stupisce quindi l’immediata e inattesa reunion del quintetto originario, operazione nostalgica e frettolosa che tuttavia produce un disco ben fatto, tra cover scelte con cura (Neil Young, Joni Mitchell) e gradevoli originali.

The Long Run

Con la rendita assicurata, gli Eagles (che ora schierano Joe Walsh e Tim Schmit) registrano per inerzia (e obblighi contrattuali) un altro album di studio. Suono stanco e senza entusiasmo, album deludente anche per i fan dell’ultima ora.

The Long Run, I Can’t Tell You Why e Heartache Tonight sono gli ultimi brani famosi di un repertorio che si conclude qui ma che continuerà a vendere nel tempo.