1.Outside

Del tutto inaspettato: il concept album più minaccioso e agghiacciante di sempre. L’ascolto dei Nine Inch Nails stimola l’artista che dormiva (da parecchio) e insieme ad Eno (e ad Alomar e a Garson e a Gabrels) mette in piedi un quadro elettronicamente tetro del futuro.

 Un pugno nello stomaco per temi e scelte sonore, francamente non di facile ascolto: i fan recenti fuggono a gambe levate, ma anche i critici ormai abituati a gente meno ambiziosa girano il capo facendo finta di nulla.

Peace

È l’album della riunione a dieci anni di distanza dall’ultimo reperto discografico di studio. Un disco levigato, con una vena alla Bacharach in alcuni brani e con tutta la raffinatezza di linguaggio sonoro che la coppia ha saputo sintetizzare dopo anni di attività ad alto livello. Esperienza e classe. Tra le canzoni 17 Again e I Saved The World Today.

Black Tie White Noise

Campane di chiesa aprono The Wedding, autocelebrazione per il matrimonio con la sventolona Imam. Il disco fonde vari periodi della carriera bowiana, dagli Spiders from Mars (suonano Mick Ronson e Mike Garson) a Reeves Gabrels, da Nile Rodgers che pro"duce il tutto a nuove sperimentazioni jazz con l’omonimo Lester Bowie. Il singolo Jump They Say con le sue reminiscenze "berlinesi", regala brividi ai fan più antichi.

Earthling

Forse è il caso di tornare a vendere qualche disco. Ma nonostante la buona volontà di misurarsi con la jungle (Little Wonder) e la discreta miscela di vecchia sapienza e nuovi stimoli, la realtà emerge spietata: troppe giravolte hanno minato la fiducia del grande pubblico.

Chi vuole ascoltare un 50enne che fa drum’n’bass? Il coetaneo Elton John trionfa in classifica con la solita vecchia Candle in the Wind. Poche idee, ma fisse, chiede il pubblico ai senatori del pop: altro che camaleonti.