Animamigrante

Un anno dopo l’EP di debutto Figli di Annibale, la band napoletana esordisce sulla lunga distanza con un album che viaggia tra il Mediterraneo e la Giamaica, lasciando intuire fin da subito la sua forte vocazione internazionale. Fra reggae, dub e funky, la splendida voce di Raiss, uno dei pochi cantanti soul nati nel nostro Paese.

Almamegretta

Non Disponibile

Gruppo che unisce la tradizione partonepea alle sonorità dub, si forma appunto a Napoli nel 1987.

La lineup originaria subisce un rinnovamento pressoché totale (tra gli altri, Raiz abbandona il gruppo per la carriera solista e D.RaD muore in seguito a un incidente stradale), ma cionostante la band vanta una carriera longeva e corposa, tanto da meritare le attenzioni di Massive Attack e Adrian Sherwood.

Sanacore 1.9.9.5

Dialetto napoletano e produzione londinese, affidata ad Adrian On-U Sound Sherwood, per un album ancora una volta sospeso tra ritmi in levare e tradizione di casa nostra. Fiati, elettronica e percussioni al servizio di brani come Pé dint’e viche addò nun trase ‘o mare e Ammore nemico, episodi che ridefiniscono il concetto di canzone napoletana.

Lingo

Gli Almamegretta pensano internazionale ma non vogliono dimenticare le loro origini. Realizzato a Londra, Lingo ospita Pino Daniele ed Eraldo Bernocchi, oltre a componenti dei Fun-da-mental e dei Transglobal Underground. Il risultato di questi incroci è un disco in cui hip hop e dance convivono con sonorità orientaleggianti e gli ormai consueti richiami alla tradizione giamaicana.

Imaginaria

Con il loro quinto album di inediti, gli Almamegretta proseguono il loro viaggio nei territori del reggae, della techno, del dub e del pop. Il risultato, parola di Raiss è «il disco più istintivo della carriera del gruppo, quello meno progettato a priori». Un discreto album di transizione, che nulla aggiunge ai passati fasti della band napoletana.

Venite venite

Registrato durante diversi concerti tenuti fra il 1994 e il 2001, il primo album live degli Almamegretta ha il merito di riproporre alcuni classici della band (Figli di Annibale, Maje, Sanacore, Pé dint’e viche addò nun trase ‘o mare) in versioni che esaltano il cantato di Raiss. Due gli inediti in studio: Uno e Due, quest’ultimo con Mauro Pagani alle tastiere.

4/4

Dopo tanti viaggi, la band torna a casa e opta per una prevalenza della lingua italiana e, prima volta, per l’autoproduzione. Alla già ricchissima ricetta musicale degli Almamegretta si aggiungono sonorità house, per un disco meno immediato e solare dei suoi predecessori. Ancora lunga e variegata la lista dei collaboratori: stavolta sono della partita il rapper Dre Love e la cantante siberiana Sahinko Namchylak.

Sciuogle ‘e cane

Desideroso di battere nuove strade, Raiss (o Raiz, come più recentemente si fa chiamare) lascia i vecchi compagni, che affidano a Lucariello l’impossibile compito di sostituirlo. La formazione si ricompatta anche grazie al ritorno di Gianni Mantice e sceglie di autoprodursi tramite un’etichetta chiamata come lo storico album del 1995. Così come nel debutto da solista di Raiz, sono molti i nuovi spunti non ancora a fuoco, non certo passi falsi ma piuttosto inequivocabili segnali di vitalità.

RAIZ: Wop

Abbandonati, almeno temporaneamente, gli Almamegretta, Raiz debutta da solista con l’aiuto di Paolo Polcari, anch’egli a suo tempo uscito dal collettivo napoletano. Il bouzouki di Mauro Pagani apre un disco cantato in italiano, inglese e napoletano, all’insegna della contaminazione fra soul, reggae e canzone. Non un capolavoro, piuttosto un disco contenente intuizioni che, con tutta probabilità, il cantante svilupperà in futuro.