Pump

Dopo tre lustri di carriera il gruppo riesce a pubblicare un altro capolavoro, dove il rock arcigno della chitarra di Perry si sposa alla perfezione con la voce stridula e generosa di Tyler. La successione delle canzoni è memorabile, appaiono retaggi di southern rock e r&b. I nuovi hit si chiamano Love In An Elevator, Young Lust e soprattutto Janie’s Got A Gun, torbida storia di sesso e tradimenti, ispirata da un fatto di cronaca.

Rocks

Diventato un punto di riferimento per la scena hard rock statunitense, il gruppo si permette di pubblicare la sua opera migliore a soli tredici mesi di distanza da una pietra miliare come Toys In The Attic. I problemi di droga della coppia Tyler/Perry (detti i Toxic Twins) non intaccano la creatività della band, che con Back In The Saddle, Last Child, Sick As A Dog e Rats In The Cellar, aggiunge nuova linfa al già nutrito repertorio di classici.

Get A Grip

Mentre quelli che la critica definiva i loro eredi vivono stagioni difficili, gli Aerosmith continuano a mietere successi e premi. Questo è un album che testimonia un momento di autentica creatività, incredibile se si pensa che il gruppo festeggia due decenni di carriera. Canzoni perfette che sono la sintesi tra vecchio e nuovo hard rock, con un feeling che pesca a piene mani dal blues.

Eat The Rich, Get A Grip, i pezzi forti in chiave rock, ma l’album poggia su Cryin’, Crazy e Amazing, tre ballate romantiche e seducenti che rappresentano l’ennesima fortuna commerciale del gruppo. Secondo e primo posto nelle classifiche inglesi e americane.

Aerosmith

Non Disponibile

Hard-rock band americana formatasi a Boston, Massachusettes, nel 1970 dall’incontro tra il chitarrista Joe Perry, il bassista Tom Hamilton – originariamente insieme nel gruppo Jam Band – con il cantante Steven Tyler, il batterista Joey Kramer e il chitarrista Ray Tabano. Quest’ultimo sostituito nel 1971 da Brad Whitford.

Il loro stile, che affonda le radici nelle sonorità più blues dell’hard-rock, ha nel tempo assimilato elementi provenienti dal pop, dall’heavy metal e dal rhythm and blues.

Scritturati dalla Columbia Records nel 1972, gli Aerosmith hanno collezionato una lunga serie di dischi di platino qualificandosi, con più di 150 milioni di copie vendute in tutto il mondo, come la rock-band Americana più commercialmente di successo di tutti i tempi.

Ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame nel 2001, furono menzionati da Rolling Stone e VH1 nella classifica dei "100 più grandi artisti di tutti i tempi".

 

Rock In Hard Place

Mentre Joe Perry forma la sua band (tre ottimi dischi di grezzo hard rock a nome Joe Perry Project) e Brad Whiteford incide un album a nome Whitford/St.Holmes, Steven Tyler riedifica gli Aerosmith con i chitarristi Jimmy Crespo e Rick Dufay. Immutato lo stile, meno vitali le canzoni che portano al successo la sola Lightning Strikes, ma anche ad un improvviso scioglimento.

Honkin’ On Bobo

I cinque musicisti di Boston, splendidi cinquantenni in forma smagliante, omaggiano le loro radici blues, passando attraverso Sonny Boy Williamson (Eyesight To The Blind), Willie Dixon (I’m Ready) e persino una convincente Jesus Is On The Main Line, ripresa dalla tradizione popolare. La voce particolare di Steve Tyler rende unica anche la versione di Stop Messin’ Around dei Fleetwood Mac. Trascurabile The Grind, l’unico pezzo composto per l’occasione dalla band.

Aerosmith

Una delle colonne dell’hard rock americano debutta con un album che pesca a piene mani dal blues, con la voce di Steven Tyler che duella con i riff brucianti di Joe Perry. Il suono è acerbo, ma di temperamento, sviluppato in oltre tre anni di gavetta nei locali tra New York e Boston. Il rifacimento di Ruphus Thomas Walkin’ The Dog è credibile, ma sono Mama Kin e la ballata Dream On iniziano a fornire i primi indizi di una band dal futuro stellare.

Classics Live II

Il primo è assemblato con registrazioni da concerti del periodo 1977-1983 ed è un album dal vivo strepitoso che in alcuni brani, documenta anche la formazione di Rock In A Hard Place. Il secondo volume dà spazio a concerti degli anni ’80. Lo scopo è quello di chiudere il contratto con la Columbia, ma il risultato è in entrambi i casi eccellente.

Toys In The Attic

Prodotti e guidati da Jack Douglas, artefice della crescita di molte band americane, gli Aerosmith forgiano il loro primo album capolavoro intorno a nove canzoni che sono altrettante gemme. Steven Tyler è sempre il compositore principe, in compagnia di Joe Perry scrive il brano killer che intitola il disco, con un ritornello catalizzante e l’indimenticabile Walk This Way, anthem pre rap metal, ripresa dieci anni dopo dai Run DMC.

Tyler divide invece i meriti con il bassista Tom Hamilton, per Sweet Emotion, dolce ricamo con tanto di pianoforte, che testimonia le variegate radici del gruppo.

Live Bootleg

Intitolato così per ironizzare sui tanti dischi clandestini live del gruppo, questo doppio vinile non si perde in assoli e celebrazioni tecniche, ma punta tutto sull’energia e sulla forza di canzoni che il pubblico canta a memoria. I classici ci sono tutti, ma il momento più emozionante è posto sul quarto lato, dove in una registrazione del 1973, vengono omaggiati James Brown in Mother Popcorn e i maestri Yardbirds con una versione torrenziale di Train Kept A Rollin’.

Nine Lives

Segna il ritorno all’etichetta degli esordi. È un buon lavoro che però non raggiunge la qualità dei precedenti in studio, ma ciò non ne impedisce la sua fortuna commerciale, anche grazie al singolo Falling In Love (Is Hard On The Knees) e alla solita trafila di fortunati concerti.