Across A Wire — Live In New York

Dopo soli due dischi è passata molta acqua sotto i ponti della musica americana, e per i CC è già tempo di fare il punto, apparentemente: ecco quindi un doppio live con una facciata acustica e una rock: la prima tratta da un concerto per VH-1, la seconda per MTV.

Facile pensare a Neil Young e al suo Live Rust, ma il repertorio del gruppo è ancora terribilmente povero per permettersi questo tipo di operazione.

Nessuno

Diventati fenomeno, gli Articolo decidono di aprire una "seconda fase". Non è chiarissimo di cosa si tratti, e non si capisce quale fosse l’esigenza. Probabilmente si avverte l’imminente usura della formula "hip-hop all’italiana", e la paura di essere troppo "tranqui", o peggio, omologati (e non sia mai!).

Sicché si cerca di aumentare la velocità (J. Ax va così veloce che ogni tanto qualche rima non perviene) e alzare il tiro dal punto di vista delle citazioni: irresistibile la citazione di Natalino Otto in La fidanzata, flebile quella di Dylan in Come una pietra scalciata.

Spoke

Spoke esce da principio per un’etichetta tedesca, dopo una cassetta autoprodotta chiamata Superstition Highway. La proposta è interessante e non certo usuale: riunire jazz, country, surf, musiche alla Ennio Morricone, tex mex e rock desertico (la base, come quella dei Giant Sand, è a Tucson, in Arizona).