The 5,000 Spirits Or The Layers Of The Onion

Sotto l’ala protettiva di Joe Boyd, talent scout americano trapiantato a Londra, i due scozzesi mettono a soqquadro le stanze austere della musica tradizionale inglese. Più che di dopolavoro alcoolici, il loro stralunato hippie-folk profuma di hashish e di patchouli, esoterismo ed esotismo (sitar, oud e timbri, strumenti “indiani e marocchini, arricchiscono il variopinto corredo strumentale di chitarre, flauti e percussioni in bozzetti acustici e lisergici, sballati e gentili come Chinese White e Painting Box). Heron confeziona l’irresistibile favoletta country-psichedelica di The Hedgehog’s Song, Williamson dedica un blues all’insonnia, cita Dylan (Way Back In The 1960’s) e sforna una delicatissima, quasi impalpabile canzone d’amore (First Girl I Loved).