Lucky Town

Superati i quarant’anni, Springsteen è un padre di famiglia felice, ricco e famoso. Nulla sembra intaccare la sua invididiabile vena artistica e l’innato talento. A livello compositivo dimostra in ogni disco di non subire cali di rendimento nonostante gli anni che passano potrebbero nuocere sul suo temperamento di eterno rocker. Tutto bene, quindi, salvo rimanere orfano della sua mitica band. Non poco. I due dischi usciti nel ’92 e il tour che segue dimostrano che Bruce, nonostante la presenza del pianista Roy Bittan, grande motore della musica del Boss, non è capace di fare a meno dei suoi ex compagni.

La sua musica perde di smalto ed entusiasmo perchè non è più valorizzata dai talenti indiscutibili dei vecchi musicisti che conoscono alla perfezione Springsteen e ciò che lui chiede al gruppo sia in sala d’incisione che sul palco. Questa separazione giova più a Little Steven e soci che a Bruce.

Tutti ora sanno quanto The E-Street Band sia determinante nella qualità di resa della produzione musicale del Boss. Nonostante ciò Bruce riesce a regalare altre perle: Human Touch, Better Days, Lucky Town e If I Should Fall Behind.