Figli delle stelle

Con un sound incredibilmente leggero e americano, Sorrenti sfonda grazie alla title-track, uno dei brani più disprezzati dalla critica italiana, ma a tutti gli effetti una gemma: l’unico brano di disco-music italiana degno di stare alla pari della produzione di Chic e Donna Summer. Il resto del disco purtroppo è contorno, pericolosamente vacuo, una ricerca della leggerezza (Donna luna) con pochi guizzi di livello.