Gettin’ In Over My Head

Anche in questo album, primo in studio in sei anni e incredibilmente solo il terzo da solista, si ritrovano quelle grandi armonie vocali che hanno sempre caratterizzato l’artista, applicate ad una bella ed originale serie di nuove composizioni.

Dopo la trascinante Desert Drive, che come una macchina del tempo ci proietta in pieno 1963 al tempo della "surf craze", e Gettin’ In Over My Head, si notano in particolare i titoli ai quali collaborano alcuni ospiti di riguardo, How Could We Still Be Dancin’ con Elton John, City Blues con Eric Clapton e A Friend Like You con Paul McCartney.

Di rilievo anche il duetto di Soul Searchin’ "costruito" su una parte vocale dello scomparso fratello Carl Wilson, registrata negli anni ’90 e mai utilizzata.

VAN DYKE PARKS & BRIAN WILSON: Orange Crate Art

Nello stesso anno l’artista collabora con inconfondibili interventi vocali a questa realizzazione di Van Dyke Parks, amico e autore ed arrangiatore genialoide anch’egli presente nel progetto abortito di Smile. Anche questo disco, ben accolto dalla critica, non ha particolari rilievi commerciali.

Wilson Brian

Non Disponibile

Fondatore e talentuosa mente creativa dei Beach Boys, Brian Wilson (1942) rimane un componente "visivo" del gruppo fino al 1965 per poi impiegare solo "dietro le quinte" il proprio incredibile talento di musicista, autore, produttore ed arrangiatore che porta il gruppo alla realizzazione di successi come Good Vibrations (1966) e di LP come Pet Sounds (1966) e Smile, un mitico e innovativo album mai apparso commercialmente e probabilmente mai finito, tracce del quale si riverseranno poi in Smiley Smile (1967).

In questi anni Brian è molto attivo anche come produttore di altri artisti quali The Honeys, Gary Usher, The Survivors, Sharon Marie, Paul Petersen, Glen Campbell e 23 di queste produzioni sono rintracciabili sull’antologia Pet Projects — The Brian Wilson Productions (Ace, 2003).

Soggetto a ricorrenti problemi psichici, che curerà per anni con lo psichiatra Eugene Landy, Brian riduce al minimo l’attività con i Beach Boys, salvo riprenderla in modo più significativo con la realizzazione di The Beach Boys Love You (1977) che per la ridotta presenza degli altri componenti del gruppo si può quasi considerare un suo album solistico. Dopo una decina d’anni, che vedono il progressivo calo del gruppo ed il fiorire di progetti personali dei singoli musicisti, Brian realizza il suo primo album ufficiale da solista nel 1988.

Ad oggi le sue opere in solo-project sono undici.

Live At The Roxy Theatre

Nel 1999 riscopre il piacere di suonare di fronte al pubblico ed inizia ad esibirsi regolarmente in concerto con un proprio gruppo. Da alcuni suoi acclamati show dell’anno dopo al Roxy di Los Angeles viene tratto il materiale per questo doppio CD, oltre 30 titoli che passano in rassegna la "crema" di quasi quarant’anni di attività.

Pubblicato in precedenza (2000) con due titoli in meno.

Brian Wilson

Con sound e cori reminiscenti del suo periodo più creativo, quello di Pet Sounds/Smile, che si riscontrano in particolare in Rio Grande, il disco è eccellente e riceve ottime critiche ma i risultati commerciali sono minimi.

Riedito su Warner/Rhino (2000) con 14 bonus track che comprendono tre brani parlati, quattro titoli a suo tempo editi solo su 45 giri e sette demo/versioni alternative inedite.

Brian Wilson Presents Pet Sounds Live

Nel gennaio 2002 è alla Royal Festival Hall di Londra dove registra, alla distanza di 36 anni, una esatta versione live di Pet Sounds, il miglior album dei Beach Boys e in assoluto uno dei migliori del rock. Con dei risultati più che brillanti l’artista dimostra di essere sempre all’altezza di quella sua superlativa produzione.