Vagabonds Of The Western World

Guidati da Phil Lynott, cantante/bassista irlandese di origini brasiliane, i Thin Lizzy impiegano tre dischi per assestare la line up e lo stile, un hard rock a tinte varie che pesca dal folk britannico e dal blues. Tre album, a tratti ingenui ed imperfetti, che non fruttano la notorietà, ma mostrano il volto di una band originale, dove il leader sfodera personalità ed una voce straordinaria, con una timbrica calda e negroide, assolutamente anomala per il rock duro. Sono anni confusi, dove il gruppo si esibisce anche come due acustico o come cover band, incrociando i percorsi di Ritchie Blackmore dei Deep Purple e del chitarrista Gary Moore. In questo cammino iniziale vengono pubblicate due canzoni che solo in seguito verranno scoperte come hit, si tratta di The Rocker e Whiskey In The Air.

Dedication — The Very Best Of Thin Lizzy

Dopo alcune commemorazioni saltuarie, grazie all’organizzazione della madre, su pressione dei fan, il ricordo di Phil Lynott si trasforma in una festival annuale, a cui partecipano i gruppi e gli artisti che lo hanno sempre amato. Stupisce così, scoprire quanti musicisti giovani siano stati influenzati dallo stile poliedrico di Lynott, a cui viene reso omaggio eterno con una statua posizionata in una piazza di Dublino. C’è spazio ancora per la musica, con questa esauriente antologia, che presenta l’inedito Dedication, scritto per la sua carriera solista.

Johnny The Fox

Nonostante la pressione della stampa e dei fan, la band vive un momento magico e prolifico, infatti a distanza di sei mesi dal precedente, pubblica un’altra successione di canzoni di puro hard rock energico, ma sempre elegante, con intrecci a due chitarre, che diventeranno uno dei simboli dell’heavy metal del decennio successivo. Contiene Don’t Believe A Word, uno dei momenti più intensi della loro storia ed altri esempi di fulgido rock come Massacre, Johnny e Sweet Marie. Partono per una serie di concerti americani, in compagnia dei Queen, con Gary Moore alla chitarra, in sostituzione di un convalescente Robertson.

Black Rose (A Rock Legend)

Finalmente Gary Moore può suonare ufficialmente nel gruppo e lo fa in uno dei lavori più ambiziosi e particolari. Se dal vivo i Thin Lizzy giocano con gli stereotipi dell’heavy metal, su disco invece cercano sempre percorsi originali. Lo dimostra anche questo album, ricco di fascino e soluzioni innovative, sia strumentali che vocali. Molto belle Waiting Or An Alibi, Sarah e la title track, hard rock travestito da suite progressiva.

Thunder And Lightning

È la rinascita. L’arrivo del giovane chitarrista John Sykes, consegna alla band nuova linfa vitale e Lynott torna a ruggire come ai vecchi tempi. È un disco che gareggia con le nuove leve dell’heavy metal, sia per le idee compositive, che per il dispendio di energia. Un album bellissimo, vigoroso e privo di sbavature. Ogni canzone è una gemma, dalla title track a The Holy War, da Cold Sweat a This Is The One, passando per Baby Please Don’t Go e Bad Habits, fino alla commovente The Sun Goes Down. Ne consegue un tour trionfale.

Jailbreak

Arriva la consacrazione. N. 10 in Inghilterra, n. 18 in America, un tour americano in compagnia di Rush, Journey, Styx e REO Speedwagon ed uno inglese con i Rainbow. E, soprattutto, la canzone simbolo del gruppo, quella The Boys Are Back In Town, che da quasi tre decenni è uno degli inni del rock. Altri pezzi di valore sicuramente sono Emerald, Jailbreak e la malinconica Cowboy Song. Uno dei capolavori della band, che rende al meglio sia come suono, abilmente pilotato da John Alcock e sia come fantasia compositiva.

One Night Only

Con una mossa forse di cattivo gusto ma certamente efficace, il chitarrista John Sykes (che nel frattempo aveva suonato con gli Whitesnake, formato i Blue Murder e avviato una buona carriera solista), si appropria del nome e riforma i Thin Lizzy, come l’idea di omaggiare l’amico defunto. Due tour mondiali di buon successo (soprattutto in Giappone), tra polemiche e fan divisi. Resta l’evidenza che Sykes, ha assemblato ex musicisti dei Thin Lizzy e l’entusiasmo con cui suona e canta (con voce identica a quella di Lynott), appare totalmente credibile che alla fine, questioni morali a parte, conquista.

Bad Reputation

Registrato in Canada sotto la guida di Tony Visconti (T. Rex, David Bowie), è un album meno spettacolare dei precedenti ma non per questo meno riuscito. Vola alto nelle classifiche ed offre il volto più raffinato e melodico del gruppo, come dimostrano Dancing In The Moonlight, Soldier Of Fortune, Southbound e la title track, tutte esaltate dalla voce profonda ed emozionante di Lynott.

PHIL LYNOTT: Live In Sweden 1983

La qualità della registrazione non è ottima, ma è un cofanetto che testimonia la scelta dei pezzi di un suo breve tour come solista, dove i classici dei Thin Lizzy, si dividono con tracce dei suoi due album in proprio. Eccellente la performance del chitarrista John Sykes.

Nightlife

Si trasferiscono definitivamente da Dublino a Londra ed assestano la formazione intorno a Lynott, Scott Gorham e Brian Robertson alle chitarre e Brian Downey alla batteria. Grazie all’ottimo lavoro dei due manager, strappano un contratto alla Vertigo che gli mette a disposizione il produttore Ron Nevison. Ne viene fuori un disco maturo, con i picchi di Philomena, un rock passionale dedicato alla madre di Phil e Still In Love With You, una ballata che diventerà uno dei pezzi forti dei loro concerti. Suonano al Festival di Reading, fanno da spalla ad un tour americano dei Bachman Turner Overdrive ed affrontano il promo tour inglese come gruppo principale.

Chinatown

Phil Lynott si imbarca in una carriera solista parallela che destabilizza la band, Gary Moore abbandona sostituito prima da Midge Ure (che poi entrerà come cantante negli Ultravox) e infine da Snowy White. Il risultato è un album in tono minore, che evidenzia lacune strutturali, appoggiandosi ad un rock duro di maniera, che cerca soluzioni spettacolari, ma proprio per questo più superficiali. Killer On The Loose è l’unica canzone da consegnare ai posteri.

PHIL LYNOTT: The Phil Lynott Album

Pubblicati mentre i Thin Lizzy erano ancora attivi, sono due dischi che mostrano il volto più stravagante e curioso del Phil Lynott musicista. Canzoni che fondono e rinnegano più generi, non sempre con abilità, ma restano inscindibili testimonianze per cercare di comprendere più a fondo un musicista sicuramente sottostimato.

Live And Dangerous

Appesantito dall’accusa di essere un finto live, manipolato ad arte in studio dal produttore Tony Visconti, resta comunque il loro album di maggior successo e che sfiora la vetta inglese, fermandosi al secondo posto. Una carrellata di classici che evidenzia anche la vastità di temi affrontati dal gruppo, dal rock al folk al blues e che conferma l’abilità di scrittura di tutti i musicisti, che da soli o accompagnati, firmano l’intero repertorio.