Rock & Roll Rebels

Ormai la sigla Steppenwolf rimane in copertina ad attirare l’attenzione dei nostalgici: John Kay guida una band nuova alle prese con un suono vecchio, fatto di riff familiari (Rock & Roll Rebels, per esempio). La voce ha perso poco, continua a essere molto riconoscibile, non priva di fascino, ma il repertorio è ormai un hard rock senza cattiveria.

Live In London

Kay organizza periodiche reunion degli Steppenwolf, giusto per tenere vivo il ricordo. La musica però è sempre più debole, e si riconosce solo per i timbri scuri del leader, che canta quasi come un tempo ma non riesce più a scrivere canzoni che abbiano un minimo di spessore. La storia del gruppo si trascina un po’ stancamente facendo ricorso quasi esclusivamente sulla nostalgia del vecchio repertorio.

Feed The Fire

John Kay e gli Steppenwolf ultima maniera (Michael Wilk, Rocket Ritchotte, Danny Johnson, Ron Hurst) sono diventati una band qualsiasi di hard rock per adulti: i tipici arrangiamenti AOR, un po’ di ritmi sintetici, rock canonici (una ripresa di Rock & Roll Rebels, Rock Steady), qualche slow (Feed The Fire), e la solita bella voce scura del leader, che ha perso poco ma appare sprecata in un repertorio così scontato.

Slow Flux

Gli Steppenwolf chiudono la prima parte di carriera nel 1972 (con l’antologia Rest In Peace, il cui titolo però sarà tutt’altro che profetico). Due anni dopo John Kay (che nel frattempo ha pubblicato due album da solista sempre per la Dunhill, Forgotten Song, And Unsung Heroes nel 1972 e My Sportin’ Life nel 1973) guida già una nuova formazione, che sfrutta la gloria del nome ma non riesce a recuperare nulla dello splendore d’un tempo, e si limita a un hard rock di maniera. La carriera prosegue senza spunti di rilievo fino al 1977, quando la band interrompe di nuovo l’attività.

Steppenwolf

Canadesi di Toronto, guidati dall’emigrato tedesco John Kay, gli Steppenwolf prendono il nome dal famoso romanzo di Herman Hesse, Il lupo della steppa. La prima parte di produzione canadese, quando ancora si chiamavano Sparrows, è documentata da due rari LP: Jack London & The Sparrows (Capitol, 1965), con i primi 45 giri del gruppo, e John Kay & The Sparrow (Columbia, 1969) con registrazioni del 1966. Poco dopo la band si trasferisce a Los Angeles, cambia nome in Steppenwolf, e si fa notare subito nei circuiti underground californiani. Da un concerto a San Francisco del 1967 verrà poi ricavato Early. Il primo LP ufficiale esce nel 1968, trainato da due grandi hit come The Pusher (di Hoyt Axton)e soprattutto Born To Be Wild (del chitarrista Mars Bonfire, che ha abbandonato l’anno prima), uno dei più famosi inni del periodo, utilizzato anche nella colonna sonora di Easy Rider. Il loro è un rock blues essenziale (Sookie Sookie, Hoochie Coochie Man, Your Wall’s Too High), grezzo e ruvido più che veramente psichedelico, ricco però di canzoni sui temi della droga.

The Second

Faster Than The Speed Of Life (che sarà anche il titolo del primo LP di Bonfire), la psichedelica Magic Carpet Ride, Don’t Step On The Grass Sam, sono i brani più importanti del secondo LP, caratterizzato ancora dalla dura voce di Kay e da un suono maturo, che ora è più chiaramente hard nelle matrici essenziali. Grande successo di pubblico, terzo posto nelle classifiche americane, ma rimane un suono dalle limitate possibilità espressive, molto legato all’ispirazione del leader. Gli Steppenwolf saranno comunque tra i gruppi più influenti della scena hard rock dei ’70.