Mommy’s Little Monster

C’è tutta la California di inizio anni ’80 in uno dei migliori dischi di quella stagione; un insieme di rock&roll e nuova scuola punk/hardcore, ispirato, liricissimo e forte di un lucido realismo poetico di strada (It Wasn’t A Pretty Picture). Sono i Social Distortion di The Creeps (I Just Wanna Give You), Another State Of Mind, Hour Of Darkness, Telling Them a dare senso all’idea di punk melodico. Da quelle parti saranno tutti figli di una voce (Mike Ness) e di un duetto avvincente di chitarre (lo stesso Ness e Dennis Danell, si senta Mommy’s Little Monster), chiassosi e orgogliosi di essere Anti Fashion, fieri di essere una minaccia morale (Moral Threat). Nel suo, un classico.

Prison Bound

Passato un periodo di cinque anni in cui Ness è stato in prigione, la band di Fullerton torna a intendere il punk come rock radicale. E di radici bisogna parlare quando Indulgence e Like An Outlaw si riconnettono al country. Un altro modo di reinterpretare il passato è la cover: in questo caso Backstreet Girl dei Rolling Stones.

White Light, White Heat, White Trash

Un disco maturo, addirittura il migliore dopo l’importante esordio. Nel periodo di maggiore lustro commerciale del punk, i Social Distortion sono considerati dei maestri. Come tali, assieme al batterista Chuck Biscuits (un veterano della scena passato per DOA e Black Flag), si impongono in brani di forte intensità poetica quali Through These Eyes e I Was Wrong.