Il dado

Dopo avere firmato la colonna sonora di Cuori al verde di Giuseppe Piccioni, Silvestri, a cui la complessità non giova, si imbarca nella realizzazione del terzo album, un progetto ambizioso sulla doppia distanza che finisce col fargli più male che bene.

Tra i brani si segnala Cohiba, inno a Che Guevara di cui il musicista è fervente ammiratore: finisce col diventare la canzone simbolo del disco e delle esibizioni.

Unò-duè

Il cambio di casa discografica fa bene al musicista: la partecipazione al festival di Sanremo lo consacra con Salirò, gli altri dodici titoli raccontano di un musicista finalmente sfuggito al clichè dell’eterno emergente. Senza stupire troppo, ma con solida qualità, questo album inserisce Silvestri nel ristretto novero degli esponenti della migliore canzone d’autore.

Silvestri Daniele

Non Disponibile

Daniele Silvestri nasce a Roma nel 1968 e debutta in qualità di cantautore nel 1994 con un discho meritevole della Targa Tenco come miglior album d’esordio. Il maggiore successo commerciale giunge nel 2002 con il singolo Salirò, presentato al Festival di Sanremo; il suo ultimo album è S.C.O.T.C.H. (2010). 

Prima di essere uomo

Con L’uomo col megafono Silvestri partecipa al festival di San Remo riscuotendo notevoli consensi (tranne che nelle votazioni nelle quali risulta all’ultimo posto tra i giovani), sopratutto da parte della critica che gli conferisce il premio per il testo con il miglior contenuto letterario.

Sanremo offre al musicista il grande palcoscenico di cui ha ormai bisogno, il secondo album quella profondità espressiva che gli ascoltatori più attenti hanno già scoperto.

Daniele Silvestri

L’esordio di Daniele Silvestri è un album che mette subito in mostra una personalità artistica fuori dal comune e la collaborazione con il produttore Enzo Miceli che proseguirà anche negli anni seguenti. Il disco non passa inosservato e vince il Premio Tenco come migliore opera prima dell’anno.

Nei dodici brani si colgono già la determinazione dell’artista e la sua verve sonora.