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Miracolo: un disco che mette fuori la testa da Poohlandia. Sembra quasi che qualcuno abbia preso il loro posto. Capita quando capita è una canzone che entra in testa subito, mentre Dove sono gli altri tre è autoironica e credibile. Finalmente c’è roba per i non iscritti al (nutrito) fan club.

Boomerang

Il singolo è Cercami, testimonianza della voga fantascientifica che dall’Extraterrestre di Finardi agli Incontri ravvicinati di Spielberg (fino ai Rockets…) pervade l’estetica del tempo. Con Canzian che firma per la prima volta un pezzo, diventano un gruppo con quattro autori: una rarità in Italia.

Poohlover

Decidono di separarsi da Lucariello e di autoprodursi, con buoni risultati commerciali. Con Linda alleggeriscono il proprio stile, mentre con Pierre sono tra i primi in Italia a parlare di omosessualità.

Parsifal

Fogli lascia anche a causa di liti causate dalla love story con Patty Pravo. Entra, al basso, Bruno “Red” Canzian. Il concept album della formazione definitiva è l’apoteosi del “pop sinfonico”, tentativo di trovare una alternativa italiana al progressive rock con suite che arrivano ai 12 minuti e un’orchestra di 60 elementi, cui fanno da contrappeso i notevoli assoli di Battaglia, uno dei migliori chitarristi italiani dell’epoca.

Viva

Nel suo genere, impeccabile. Molti stili filtrati nel loro inconfondibile crogiuolo: Tutto adesso, Io sono vivo, Notte a sorpresa caratterizzano un album in cui convivono influenze rock e disco, con la epica digressione etnica de L’ultima notte di caccia. Grande successo, seguito dal tipico tour mastodontico.

Rotolando respirando

Né i venti della politica né quelli di nuove influenze musicali li sfiorano, anzi delimitano un “grande centro” del pop melodico italiano con un disco trascinato dal singolo Dammi solo un minuto.

Per quelli come noi

Valerio Negrini (batteria), nato a Bologna, fonda il gruppo, che passa attraverso diversi cambiamenti di organico. La svolta giunge con l’ingresso del bergamasco Camillo “Roby” Facchinetti, (voce, tastiere) e di Riccardo Fogli (voce, basso). Tutti i brani del debutto dolcemente beat (eccetto Brennero ’66 sul terrorismo altoatesino) sono composti da Negrini e Facchinetti, tranne due cover di Who e Kinks.