Disco 3

Terzo capitolo della saga, con beat più sperimentali, qualche tributo ai New Order, ma anche l’ostinazione nel proporre questi album come dischi a tutto tondo e non raccolte di remix — prova ne sia la chiusura di London, accompagnata solo da un pianoforte.

Behaviour

Gli anni ’80 sono finiti, ed è evidente la voglia di fare un mesto bilancio (Being Boring, uno dei loro brani migliori). Chiare aperture verso il pop (c’è persino Johnny Marr alla chitarra), ma mancando l’energia propulsiva della dance, la pallida voce di Tennant che inizialmente aveva funzionato da contraltare all’elettronica qui assurge a prolungato lamento.

Very

Dopo una lunga pausa, sufficiente a farli passare di moda se mai lo fossero stati (ma la loro forza è non esserlo stati) ottengono uno dei loro maggiori successi con l’epica cover dei Village People Go West. Qualche pezzo più sofferto del solito (Can You Forgive Her?), ma come sempre il meglio lo danno nei momenti di lieve, ironico disincanto (I Wouldn’t Normally Do This Kind Of Thing, Yesterday, When I Was Mad). Nella prima edizione un bonus CD, Relentless.

Introspective

Testi umbratili ma musiche caparbiamente, seccamente da club, in diverse forme: da quella più martellante (I Want A Dog, I’m Not Scared) alle strofe al saccarosio di Always On My Mind, fino agli ammiccamenti latini di Domino Dancing.

Please

Duo inglese costituito dal cantante Neil Tennant (1954), all’epoca giornalista musicale, e Chris Lowe (1959), giovanissimo genietto dell’elettronica. Il primo singolo West End Girls, brano dance dall’atmosfera cupa e insolita, va al numero 1 dagli USA alla Nuova Zelanda. Un fuoco di fila di singoli di successo fa di loro l’ultima grande sensazione synth-pop degli anni ’80, senza le ondate di attrazione divistica dei loro predecessori (Duran, Depeche Mode) ma con lo stesso stucchevole disdoro per il fatto che usino i sintetizzatori e facciano ballare la gente. Poca o nulla attenzione, dai critici dell’epoca, per le irresistibili soluzioni ritmiche (Two Divided By Zero), il raro gusto per la melodia (Love Comes Quickly, Tonight Is Forever), i testi ironici (Opportunities). Ristampato Please & Further Listening 1984-1986 nel 2001, con l’aggiunta di un secondo CD tratto da singoli, mix eccetera. Lo stesso è stato fato per Actually, Introspective, Behaviour, Very e Bilingual.

Actually

Con uno sbadiglio in copertina da yuppies annoiati, confermano la vena melodica (It’s A Sin, It Couldn’t Happen Here) e aggiornano la passione per la dance introducendo sonorità house (Heart). Duettando con Dusty Springfield (What Have I Done To Deserve This?) dominano le charts inglesi.

Disco

Sei brani in versione remixata, ma più che un’operazione commerciale la cosa appare come una cosciente presa di posizione a fianco della esecrata musica ballabile. Accanto a una tiratissima versione di Suburbia, da segnalare l’inedita Paninaro, dedicata al culto della vanità dei giovanotti italiani (come una preghiera, vengono recitati i nomi degli stilisti più in voga).

Release

Qualche cambiamento ed esperimento in chiave pop, ma in tono molto minore. Forse il brano The Samurai In Autumn, è la spia di un senso di costrizione nei confronti di un genere che in effetti hanno esplorato con una serietà e dedizione che nessuno ha saputo reggere per quasi vent’anni.

Nightlife

La sfida è rimanere fedeli al techno-pop delle origini con tutto quello che è capitato in anni di dance music, mantenendo la loro riconoscibilità, che trova le sue coordinate tra i synth di Lowe, la voce da chierichetto di Tennant, e il gusto per la melodia di entrambi. Anche se si nota un po’ di fatica, il duo regge ancora bene, tra un nuovo omaggio ai Village People (New York City Boy) e titoli lunghi quanto una novella (I Don’t Know What You Want But I Can’t Give It Anymore, You Only Tell Me You Love Me When You’re Drunk).