Still Crazy After All These Years

Un disco molto più fortunato e immediato, con toni più delicati (la title track per esempio) e morbidi arrangiamenti jazz, più il richiamo di una canzone cantata con Garfunkel (My Little Town): il tutto non ha la forza né l’ispirazione dei dischi precedenti ma fa segnare il primo posto in classifica.

Graceland

Il capolavoro del Simon solista, nonchè uno dei grandi dischi di etno rock: in parte registrato in Sudafrica con musicisti locali, è una straordinaria prova di commistione tra folk e rock, tra tradizione sudafricana e americana, in un ventaglio di canzoni irripetibili per effetto ed equilibrio. Simon conferma il proprio eclettismo combinando le sue classiche sonorità con musica africana, zydeco, tex mex, definendo un nuovo approccio poetico alla narrazione musicale. È un disco che ha avuto enorme successo, e che rimane tuttora un importante punto di riferimento ogni qual volta si parli di rock etnico o world music.

Songs From The Capeman

Una lunga assenza dalle scene e il matrimonio con la cantante Edie Brickell sembrano aver impigrito la vena di Simon: il costosissimo musical The Capeman, sulla storia di un gangster portoricano alla fine degli anni ’50, viene stroncato da critica e pubblico ma le canzoni (su testi del premio Nobel Derek Walcott) sono un po’ meglio, tra doo wop e le classiche sonorità dell’artista.

Hearts And Bones

A otto anni dall’ultimo vero album, dopo un periodo contrastato, Paul Simon ritorna a nuova vita con uno dei suoi dischi più belli: tra i solchi traspare una nuova sensibilità artistica e una gran voglia di contaminazione. Hearts And Bones, Train In The Distance, Rene And Georgette Magritte, The Late Great Johnny Ace sono canzoni che combinano fascino melodico e spessore culturale, i molti e illustri musicisti le trasformano in qualcosa di memorabile. All’epoca fu ben accolto ma di modesto successo commerciale, ora va senz’altro rivalutato.

Rhythm Of The Saints

Una sorta di Graceland parte seconda, con un occhio di riguardo anche nei confronti della musica brasiliana. Gran parte dei musicisti sono gli stessi del precedente, il risultato è però leggermente diverso, e se il primo era una festosa celebrazione di armonia tra due mondi questo è più un lavoro di ricerca etnomusicale, ugualmente importante ma meno immediato.

There Goes Rhymin’ Simon

Rispetto alla carriera di coppia, il Simon solista dimostra uno stile più vario, molto brio strumentale, e un gusto per i suoni dal mondo, destinato a dare grandi frutti in futuro. Kodachrome, Love Me Like A Rock, Take Me To The Mardi Gras rivelano sonorità pop, reggae, gospel, dixieland, e un inclinazione al ritmo. È il momento più ispirato della prima parte di carriera, ci vorranno altri dieci anni per avere qualcosa di migliore.

One-Trick Pony

Un passo falso, dettato da ambizioni cinematografiche e polemiche con la Columbia che lo distolgono dalla musica. Il film, scritto, prodotto e interpretato dall’artista, fu stroncato dalla critica, il disco è un po’ meglio ma rimane titolo marginale in una carriera altrimenti pregevole.

Paul Simon

Il vero inizio della carriera solistica avviene dopo un paio d’anni dalla separazione da Garfunkel: al contrario del compagno, presto relegato ai margini della scena, Simon può vantare enormi doti compositive prima che interpretative, e soprattutto belle intuizioni, che prendono le distanze dal folk degli esordi ma anche dalla meastosità di Bridge Over Troubled Water: i sapori giamaicani di Mother And Child Reunion, Me And Julio Down By The Schoolyard, i ricordi sudamericani di Duncan, con il gruppo andino Los Incas. Ristampato nel 2004 dalla Warner, con aggiunta di bonus (versioni alternate o demo), come tutti gli album classici, fino a Rhythm Of The Saints.

Paul Simon 1964/1993

Box retrospettivo della intera carriera. Contiene alcuni preziosi inediti: la Hey Schoolgirl pubblicata da Tom & Jerry su singolo nel 1957; una versione live di Still Crazy After All These Years registrata a Dortmund nel luglio 1991; un demo di Bridge Over Troubled Water; un inedito del 1992, Thelma; nonché la Slip Slidin’ Away da Greatest Hits, Etc.

The Paul Simon Songbook

Tra i primi due LP, Simon e Garfunkel si separano per qualche mese e Paul ne approfitta per andare a suonare a Londra, dove registra un dimenticato album da solista con prime versioni di canzoni poi famose, quasi tutte riprese sui successivi dischi in coppia: ci sono I Am A Rock, April, Kathy’s Song e anche The Sound Of Silence. Ristampato nel 2004 con due bonus.

You’re The One

I dischi di Paul Simon non sono mai brutti, c’è sempre un certo spessore musicale a far la differenza. Anche questo è senza alcun dubbio un suo disco, riconoscibile subito e senza sforzo, ma pare tutto un po’ sfuocato, senza brio o dinamica, un modesto compendio delle splendide intuizioni degli ultimi quindici anni.

Concert In The Park

A dieci anni da un altro storico concerto, quella volta in coppia con Garfunkel, Simon torna al Central Park di New York a proporre le sue canzoni e a confermare il momento di grazia. Accompagnato da musicisti sudafricani e brasiliani, Simon fa il punto sulla carriera, e lo fa molto meglio che nell’altro live del 1974, anche se questo è per gran parte incentrato sulle recenti sonorità di world music. Da qui in avanti, però, la storia discografica inizia a zoppicare.