Ricetta di donna

Entra negli anni ’80 come madrina (essendone stata per certi versi antesignana) della “Milano da bere”. Nel suo disco-salotto sono ospiti Loredana Bertè, Caterina Caselli, Tullio De Piscopo, Rossana Casale, e come autori Paolo Conte, Chico Buarque de Hollanda, Roberto Vecchioni, Gianni Bella nonché il giovane Michele Zarrillo per la divertente title-track.

Noi, le donne, noi

Rilettura delle canzoni dedicate all’universo femminile. Producono gli scudieri Mario Lavezzi e Sergio Bardotti, appaiono Nancy Brilli e Claudia Gerini per accrescere il glamour e la visibilità televisiva di un disco che contiene un solo inedito, Noi, le donne noi, sigla di una fiction.

Ornella Vanoni

Nata a Milano nel 1934, figlia di un industriale farmaceutico, dopo aver studiato in collegi europei di lusso, nel 1953 torna in Italia e si iscrive alla Scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, dove si lega anche sentimentalmente a Giorgio Strehler. Il giro degli artisti milanesi rielabora per lei vecchie ballate lombarde, in particolare le cosiddette canzoni della “mala”: una di queste, Sentii come la vosa la sirena, rappresenta nel 1959 il suo debutto su 45 giri (uno dei primi di musica leggera pubblicati dalla Ricordi). Strehler aggiunge al suo repertorio brani di Brecht-Weill o Brel: il profilo della giovane cantante dal riconoscibilissimo timbro risulta notevolmente elevato rispetto alle sue colleghe dell’epoca. Ma le strade dei due si separano, e a fianco della Vanoni si colloca un’altra figura, quella di Gino Paoli, che scrive per lei diversi brani tra cui Senza fine (n.1 in classifica per tre mesi) e Che cosa c’è. Intanto a teatro si prende soddisfazioni nel Rugantino di Garinei & Giovannini. Nel 1966 arriva il grande successo popolare, grazie a Sanremo, dove presenta prima Io ti darò di più e poi, nel 1967, La musica è finita.