No Jive

Senza Manny Charlton la band gioca ad autocitarsi, ripescando alcune loro vecchie idee, ma le spalle di Billy Rankin non sono così robuste da accollarsi tutto il lavoro di chitarra.

Close Enough For Rock’n’Roll

La leggenda dice che il titolo sia dedicato ad un critico inglese che non amasse molto la band. La realtà parla invece di un album convincente, con Telegram sugli allori ed alcune ballate di buon impatto emotivo. Vancouver Shakedown è dedicata ai fedeli e numerosi fan canadesi.

Rampant

In Inghilterra il disco vende bene, come i due precedenti, raggiungendo la Top 20. Ma ciò non basta per renderli immuni da critiche, la più diffusa è quella di essere una band come mille altre, con la fortuna di avere un cantante che piace alle donne.

Play’n’The Game

La fantasia non è mai stata il loro forte e così si ritrovano a battere sentieri già percorsi, quasi costretti a mantenere un’immagine di veri duri del rock, sia nel telaio musicale che nelle liriche, sempre a sfondo sessista ed alcolico, come dimostrano L.A. Girls, Wild Honey e Born To Love.

Nazareth

Dopo un apprendistato a nome The Shadettes, quattro giovani bevitori scozzesi, decidono di provare a diventare una vera rock band. Scelgono un discutibile nome biblico e debuttano con un album che passa inosservato. Risalta solo la rugosa ed efficace voce del riccioluto Dan McCafferty. Gli altri sono il chitarrista Manny Charlton, il bassista Pete Agnew e il batterista Darrell Sweet.

Razamanaz

Sin dalla copertina, il disco è semplice e grintoso. Razamanaz è la canzone che permette al gruppo di non essere solo un termine di paragone negativo, quando si parla di hard rock, anche se la critica continuerà ad osteggiarli. Broken Down Angel e Bad, Bad Boy, sono altre ruvide gemme da ascoltare a priori.