Bona Drag

Così come accadde per gli Smiths, anche la carriera solista di Morrissey è costellata da singoli di rara efficacia. Quelli pubblicati nei primi anni di carriera sono raccolti in questa antologia assieme a diversi lati b. Oltre alle già citate Suedehead e Everyday Is Like Sunday a brillare sono soprattutto piccoli gioielli come Interesting Drug e The Last Of The Famous International Playboys.

Beethoven Was Deaf

Album live registrato durante il tour inglese seguito alla pubblicazione di Your Arsenal, i cui brani la fanno da padrone in scaletta. Così come per l’unico album live degli Smiths, la sensazione è quella di un’occasione sprecata: i concerti di Morrissey sono tutt’altra cosa rispetto a questo disco.

Kill Uncle

Contravvenendo alla regola aurea secondo cui squadra che vince non si cambia, Morrissey rimpiazza Stephen Street con Clive Langer e Alan Winstanley, mentre a Vini Reilly subentra Mark E. Nevin. Il risultato finale è un disco assai poco ispirato e privo di momenti da ricordare.

You Are The Quarry

Nonostante i sette anni trascorsi dall’uscita precedente album e l’ormai definitivo trasferimento in quel di Los Angeles, Morrissey non prende le distanze dal suo glorioso passato e si avvicina, ma soltanto a tratti, ai suoi momenti migliori. Lontano dai fasti di Your Arsenal ma anche dagli scadenti album che avevano gettato i fan nello sconforto, il cantante di Manchester confeziona una raccolta di brani che potrebbero essere scambiati per outtakes degli Smiths o dello stesso Morrissey solista. Due le brillanti eccezioni: Irish Blood, English Heart e The First Of The Gang To Die, episodi che non sfigurano accanto alla miglior produzione di una carriera ultraventennale.

Maladjusted

Non certo migliore del suo predecessore in studio, l’ultimo album prima di un silenzio durato ben sette anni ha il pregio di contenere un singolo di razza come Alma Matters, uno dei migliori brani dell’intera carriera solista di Morrissey.

Viva Hate

Gli orfani degli Smiths tirano un profondo sospiro di sollievo: il primo album da solista dell’ex cantante della band di Manchester non fa rimpiangere l’assenza di Johnny Marr, complici la riconferma del produttore Stephen Street, il buon lavoro di Vini Reilly, già chitarrista dei Durutti Column e soprattutto molte canzoni all’altezza di quelle scritte dal duo Morrissey-Marr. Su tutte, gli splendidi singoli Suedehead e Everyday Is Like Sunday.

Your Arsenal

Sarà un caso, ma con i compagni giusti Morrissey torna a fare faville. Stavolta in cabina di regia siede il ragno di Marte Mick Ronson, il produttore ideale per un album dal forte sapore glam. Dal singolo You’re The One For Me, Fatty alla malinconica We’ll Let You Know, dall’assalto di You’re Gonna Need Someone On Your Side alla melodia di The National Front Disco, l’album è una sequela di colpi vincenti. I guai arrivano durante l’estate successiva alla pubblicazione del disco: aprendo il concerto dei Madness al Finsbury Park di Londra davanti a un pubblico composto in parte (ma solo in parte) da skinheads, Morrissey si presenta in scena avvolto nella bandiera britannica. La stampa, musicale e non, lo accusa di flirtare con l’immaginario dei giovani di destra organizzati nel National Front e brani come The National Front Disco o Bengali In Platforms (una delle canzoni di Viva Hate) vengono “riletti” alla luce del presunto nazionalismo del cantante. Quest’ultimo non conferma e non smentisce, alimentando un malinteso protrattosi per anni, fino al volontario “esilio” californiano tuttora in corso.

World Of Morrissey

Raccolta i cui criteri di compilazione sfuggono anche ai fan più incalliti, questo disco allinea B-side, brani live, singoli già pubblicati su Bona Drag e una piccola selezione di brani tratti dagli album in studio. Una sequenza piacevole per un disco tutto sommato inutile.

Vauxhall And I

Pur senza ripetere i fasti di Your Arsenal, Morrissey confeziona un buon album di guitar pop piazzando qua e là alcuni dei suoi colpi da maestro, su tutti l’iniziale Now My Heart Is Full, struggente canzone a base di solitudine e speranza.