100th Window

Il nuovo album dei Massive Attack, a cinque anni di distanza dal precedente, in verità è il disco di 3D. Infatti il dj Mushroom ha lasciato il gruppo e Daddy G si è preso una “pausa”. La mancanza dei due si sente. In particolare quel che traspare è la non collegialità dell’album, una unica direzione che lo percorre in tutte le sue nove tracce. In ogni caso è un buon lavoro: trip hop in tutta la sua essenza con, di diverso rispetto al passato, un generale mood più soft: la voce di Sinead O’ Condor, che canta in What Your Soul Sings, Special Cases e A Prayer For England, ne è testimonianza.

MASSIVE ATTACK VS. MAD PROFESSOR: No Protection

Come spesso avviene con chi fa musica elettronica, anche per i Massive Attack c’è l’intero remix di un loro album. Il lavoro è fatto da Mad Professor, le tracce sono quelle di Protection. Qui in versione più danzereccia, con la cassa più dritta e con una ricerca di sperimentazione maggiore e più underground rispetto alle versioni originali.

Protection

Il secondo disco dei tre di Bristol strizza l’occhiolino al pop. Questa la essenziale differenza rispetto al primo lavoro, di cui comunque si conserva l’originalità e il genere musicale, il trip hop. Lo hanno inventato loro, d’altronde. Qui spicca, proprio a testimoniare quanto appena detto, la presenza di Tracey Thorn degli Everything But The Girl.

Blue Lines

Il primo disco del duo di Bristol. Il primo disco che segna il lancio diffuso del trip hop. Questo Blue Lines, apprezzato più dalla critica che dal pubblico, fa conoscere in Inghilterra e non solo 3D, Daddy G e Mushroom. Le nove tracce, tra cui Unfinished Sympathy si aggiudica a pieno diritto il titolo di manifesto del trip hop, spaziano tra funk, soul, hip hop e trip hop mostrando come il campionamento, il prender cioè musica d’altri riproponendola in diverse salse, dia un’ampia e prima impensabile possibilità di rimanipolazione dei suoni. Considerando poi che a questo enorme lavoro musicale si uniscono voci come quella di Tricky e di Neneh Cherry, è facile comprendere perché da subito la critica sia rimasta ammirata dai Massive Attack.

Mezzanine

Un album paranoico. Atmosfere buie. E dietro un lavoro minuzioso e quasi ossessivo. C’è macchinosità dietro questo disco, ci sono una serie di cambi e mutamenti di ogni singola nota studiati e ristudiati nel dettaglio. Era facile trasformare l’album in un prodotto freddo e totalmente computerizzato ma la genialità dei Massive Attack viene a galla proprio ora: questa ricerca ossessiva della perfezione non dà freddezza al lavoro ma al contrario lo trasforma in un perfetto insieme di tracce drammaticamente emozionanti. E angoscianti. Come Angel. Come Teardrop. Come Man Next Door. Due le premesse da fare: il disco sfrutta le capacità creative dell’elettronica ma non ne sposa la generalizzata filosofia dance; il disco non ha nulla di happy né tantomeno di pop. Una volta fatti propri questi due concetti si può passare ad ascoltare e riascoltare Mezzanine, perché ogni volta, ad ogni nuovo ascolto, fornisce nuove emozioni. Tormentate.