Lynyrd Skynyrd (Pronounced Leh-Nerd Skin-Nerd)

Scoperti, lanciati e prodotti da Al Kooper, sei ceffi di Jacksonville in Florida, alternano risse, bevute e musica rock, con una band che ruba il nome al loro professore di ginnastica del college, dove erano noti più come donnaioli incalliti che come studenti. Diventano sin da questo primo album gli alfieri del southern rock, uno stile solare che ha il calore del blues e la forza del Boogie più torrido. Molto ruota intorno alla voce alcolica di Ronnie Van Zant (1949-1977) e alle due chitarre di Allen Collins (1952-1990) e Gary Rossington (1951), leve su cui si impenna l’energia di Poison Whiskey, la dolcezza di Simple Man e Gimme Three Steps. Una menzione a parte per Free Bird, leggendaria ballata che termina con una cavalcata epica di chitarre, dedicata allo scomparso Duane Allman degli Allman Brothers.

Nuthin’ Fancy

Scrivono i pezzi negli spazi liberi tra concerti che diventano raduni di cowboy e bevitori, memorabili scazzottate (anche tra di loro sul palco) e notti insonni a caccia di ragazze. La loro musica diventa uno stile di vita, dove lealtà, amicizia e rock diventano un pretesto per raccontare le loro ingarbugliate giornate, come dimostra il memorabile hit Saturday Night Special. Il successo non manca, ma il gruppo chiude un primo capitolo, staccandosi dalle ali protettive di Al Kooper.

Vicious Cycle

Dopo una serie di raccolte, album di studio e dal vivo, inutili o di qualità scadente, finalmente la band si rialza e firma un disco eccellente, con la grinta e la forza degli anni ’70. Guidato dal produttore Ben Fowler e con una formazione stabile, il gruppo festeggia trenta anni di carriera, in modo autorevole, come testimoniano gli assalti sonori tutta grinta e sudore, di Pick ‘Em Up, Dead Man Walkin’, Red White & Blue, Jake e il rifacimento di Gimme Back My Bullets in chiave moderna, con la chitarra dell’ospite Kid Rock.

The Last Rebel

È l’album di studio meglio riuscito di tutto il periodo post Ronnie Van Zant. Solido, grintoso, pregno di sudore e malinconia, nell’ideale tradizione southern, getta nella mischia classiche rock songs quali Good Lovin’ Hard To Find, One Thing, Best Things Of Life e South Of Heaven, che riportano la band in classifica.

Endangered Species

Orgogliosi e testardi, si accasano con l’etichetta dei loro idoli Allman Brothers e rileggono tredici canzoni in chiave acustica, per un risultato gradevole, anche per merito della voce di Johnny, sempre più vicina alla timbrica del fratello scomparso. Vari classici del loro repertorio, ma anche una deliziosa Heartbreaker Hotel di Elvis Presley.

One More From The Road

Doppio dal vivo monumentale, con la chitarra del nuovo arrivato Steve Gaines, che con la coppia Collins/Rossington, edifica un muro del suono impressionante, su cui la voce di Van Zant si stende ruvida e passionale. I classici, più due rifacimenti, sono sgranati in successione e il finale drammatico di Free Bird, è uno dei momenti più intensi della storia del rock americano.

Skynyrd’s First And Last

Raccoglie brani inediti e rarità pre debutto, che documentano come il seme del southern rock fosse attivo già nel periodo 1970-’71. Si scopre così che nella prima formazione, militava Ricky Medlocke, che darà vita ai Blackfoot, per anni considerati gli eredi dei Lynyrd Skynyrd. Rossington e Collins, in un’ottica più commerciale proseguiranno il discorso intrapreso con la band madre, prima in coppia e poi con progetti in proprio.

Street Survivors

Sotto la regia attenta di Tom Down, la band torna a ruggire con un lotto di canzoni ispirate, come I Know A Little, What’s Your Name e That Smell, ma pochi giorni dopo la pubblicazione, il dramma arriva inatteso. È il 20 ottobre è l’aereo che portava il gruppo a Baton Rouge, si schianta nel Mississippi, provocando la morte di Van Zant, Gaines, sua sorella Cassie e del tour manager. Tra rabbia ed emozione, il disco risulta il più venduto della storia della band. La copertina originale, che vedeva i musicisti avvolti tra le fiamme, viene subito ritirata e modificata.