Spirito

Dopo un disco dedicato idealmente al fuoco e uno alla terra, il nuovo album ha come tema l’aria. Ed estremamente arioso è il singolo della definitiva consacrazione, Spirito libero, sorridente ballata quasi battistiana, affiancata dalle più robuste, ma un po’ ottuse Lo spettacolo e Lacio drom.

17 re

Un disco che ancor oggi è un salto in un mondo inaspettato, figurarsi per chi lo ascoltò all’epoca. Psichedelia, divagazioni etniche, riff ruvidi, testi farciti di simbolismo e una vocalità inusuale lungo sedici brani tra i quali spiccano Re del silenzio, Pierrot e la luna, Univers, Gira nel mio cerchio, Come un dio.

Infinito

Il disco di due separati in casa. Proprio come le case discografiche che spremono il duo dalle uova d’oro pubblicando raccolte e live a raffica, Pelù e Renzulli (che non si parlano più) spremono se stessi per un ultimo tentativo di Incantesimo. Come disco pop non è neanche male, con qualche ambizione poetica (Il mio corpo che cambia) e qualche concessione alla dèa Mtv (Sexy Dream). Ma le troppe melensaggini causano nostalgia di tutto: della trilogia, della tetralogia, della tauromachia…

Elettromacumba

Renzulli, rimasto solo, ingaggia il giovane cantante “Cabo” Cavallo e pubblica un album di tex-mex elettronico che tenta di aggiornare quello perfezionato dal gruppo negli anni ’90. Pochi guizzi, e clima non felice per un gruppo che deve fare i conti persino col tifo contrario di parte dei fan di Pelù.

Desaparecido

L’inizio dell’avventura per il maggiore gruppo rock italiano. Otto brani di rock aspro in cerca di sognanti aperture melodiche: un tentativo di portare a galla qualcosa di diverso dall’elettro-pop che domina la prima parte degli anni ’80.

Terremoto

I fan del periodo iniziale sono sconcertati, ma ormai il gruppo è altra cosa da quello che avevano conosciuto; in compenso, le masse accorrono. Le radio commerciali si scatenano nel trasmettere le facili ma indubbiamente energiche Maudit, Fata Morgana, la affascinante Firenze sogna, l’ironica Soldi, e la vibrante Dimmi il nome (“Dentro i colpevoli e fuori i nomi”), riferita al “terremoto” di Mani Pulite.

Insidia

Meno elettronica, più rockaccio taurino, con testi imprevedibilmente satanici. Non imprescindibile, ma onestamente a Renzulli e Cabo sembra difficile chiedere di più.

Mondi sommersi

Con l’acqua si chiude la tetralogia degli elementi, riportando liquidità e profondità nel sound di un duo che ormai è uno dei principali fenomeni commerciali della musica italiana. A momenti irrilevanti e puramente radiofonici come Regina di cuori e Goccia a goccia si alternano brani con un ritrovato spessore e un pizzico di audacia elettronica. Ma si avverte tanta stanchezza.

Litfiba

I Litfiba sono una rockband italiana, formatasi a Firenze nel 1980.

La nascita del gruppo si deve a Federico “Ghigo” Renzulli e Gianni Maroccolo che incontrano altri tre ragazzi, come loro cultori del genere punk (all’epoca in fase di iniziale declino), dell’hard rock (di matrice anni settanta), ma soprattutto della new wave. Il loro suono anni ottanta è una personale chiave di lettura della new wave stessa e, difatti, la band crea una vera e propria “wave rock mediterranea” capace di coniugare il fascino etnico dei suoni mediterranei con la spigolosità delle atmosfere dark anglofone. Negli anni novanta, invece, i Litfiba si propongono prima con un grintoso e selvaggio rock latineggiante, successivamente con un pop-rock riscuotendo ampio successo. Nel 1999 Piero Pelù lascia la band per intraprendere una carriera solista. Dopo tale colpo di scena, la band riparte con quelle sonorità rock momentaneamente accantonate con l’album Infinito, reclutando due nuovi cantanti; prima Gianluigi Cavallo (dal 1999 al 2006) poi Filippo Margheri (dal 2007 al 2009).