Lenny Kravitz

Lenny Kravitz, plurimusicista, cantautore, discografico e attore. Il rocker sex symbol che ha scritto un pezzo della storia della musica.

LENNY KRAVITZ: Dagli esordi al successo

Leonard Albert Kravitz, più noto come Lenny Kravitz, nasce a New York il 26 maggio 1964.  Figlio di Sy Kravitz, produttore discografico di origini ucraine, e di Roxy Rocker, attrice originaria delle Bahamas, famosa per le sue compare ne “I Jefferson”. Da subito si appassiona di musica, data la vasta cultura artistica di casa.

Trasferito in California, impara a suonare il basso, il pianoforte, la chitarra e la batteria, e comincia a cantare per il California Boys Choir e per la Metropolitan Opera. Si diploma alla Beverly Hills High School e inizia una propria produzione di dischi che firma con il nome di Romeo Blue, nel 1983. Le sue ispirazioni maggiori erano sicuramente le tracce di Prince e la musica jazz, il soul dei ’60 e dei ’70, il rock e il funk. , che da sempre sono stati presenti nella sua vita. In seguito influenzeranno la sua musica anche i grandissimi artisti come i Beatles, Jimi Hendrix, i Led Zeppelin, Bob Marley ed Elton Jhon.

Alla fine degli anni ’80 decide di tornare a New York, dove vede più possibilità di crescita per la sua carriera musicale. In effetti la vede lunga, infatti nel 1988 firma un contratto per la Virgin Records. Ma tornare a New York gli regala anche l’incontro con Lisa Bonet, attrice de “I Robinson”, che sposerà e da cui avrà una figlia.

Il talento di Lenny Kravitz come compositore, produttore e multi-strumentista ha già prodotto dieci album per una discografia che passerà alla storia. Ha vinto quattro GRAMMY Awards consecutivi, stabilendo il record per la categoria “Best Male Rock Vocal Performance”.  Con oltre 38 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, il successo di Lenny Kravitz gli ha dato l’occasione di arricchire la sua visione artistica oltre i confini del far musica.

FUORI DALLA MUSICA

Lenny Kravitz non si limita alla musica, ma spazia anche in campo cinematografico e così partecipa come attore o comparsa in diversi film,  come Precious, così come nei blockbuster The Hunger Games e The Hunger Games: La Ragazza di Fuoco. Kravitz è inoltre apparso in The Butler – Un Maggiordomo alla Casa Bianca di Lee Daniels insieme ad attori del calibro di  Forest Whitaker, Oprah Winfrey e Cuba Gooding Jr. Più recentemente ha preso parte anche a Zoolander al fianco di Ben Stiller.

Oltre ai suoi lavori nell’industria musicale e cinematografica, ha lanciato la Kravitz Design Inc., che fornisce servizi di design commerciale e residenziale oltre a product development e branding. Insomma un artista a tutto tondo.

 

Circus

Aperto dal riff zeppeliniano di Rock & Roll Is Dead, il quarto album è un disco più duro, molto derivativo e revivalistico, con un po’ di hard, un po’ di soul, e un po’ di Prince, ma molto poco di originale. Un classico sintomo di involuzione da successo.

Mama Said

L’esplorazione dell’artista si sposta in avanti di qualche anno e arriva al soul di Curtis Mayfield (It Ain’t Over), allo spirito di Lennon, al ricordo di Hendrix. Canzoni curate, confezionate alla perfezione, come se fossero prodotte nei primi anni 70 (nel 1972, sottolineano i più attenti). Disco più curato e perfezionato, quindi, che perde in spontaneità e sorpresa ma acquista in omogeneità.

5

Rimasto evidentemente senza idee, l’americano ricicla in continuazione quel che sa far meglio, cioè un funky pop alla maniera di Prince, privo però della sua genialità. Kravitz non riesce più a scrivere alcunchè di originale, accontentandosi di una musica sempre più inconsistente, sintetica, fatta per la discoteca ma non per il pubblico del rock.

Let Love Rule

Erede della sanguigna tradizione del soul rock americano, il nero Lenny Kravitz ravviva le storiche imprese di Hendrix e Sly & The Family Stone, arricchendole di colori psichedelici. Il primo album suona come se il miglior Prince fosse vissuto alla fine degli anni 60, con tutto il suo genio: canzoni certamente ispirate al passato, a volte anche smaccatamente, ma ornate di colori floreali e richiami beatlesiani, belle, avvincenti, di presa immediata.

Are You Gonna Go My Way

Il disco del grande successo (primo nelle classifiche inglesi), che consegna l’artista alle alte sfere del music business, con atteggiamenti tra il sex symbol e l’hippie fuori tempo. È anche l’ultimo lavoro meritevole di attenzione, fantasioso, ancor più spudorato nei richiami hendrixiani eppure straordinariamente accattivante: nessuno come lui ha attinto così apertamente al passato. Da qui in avanti però la notorietà ha il sopravvento sulla fantasia.