Versus

Spesso le operazioni di questo tipo sono semplice ridondanza discografica, ma non è questo il caso. Il duo scandinavo, crema del fenomeno detto New Acoustic Movement, si affida al remix altrui per mescolare un po’ le carte. I trattamenti effettuati tendono a non prevaricare le canzoni originarie, ipotizzando piuttosto nuove sfaccettature (l’elettronica “povera” dei connazionali RÎyksopp su I Don’t Know What I Can Save You From o l’arrangiamento di David Whitaker per Toxic Girl).

ERLEND ÒYE: Unrest

Dalle parti di Versus si colloca il debutto solista del rosso e occhialuto Erlend Òye, flirt ricambiato tra il pop e l’elettronica del momento. Dietro c’è un originale progetto itinerante: ogni canzone cela una città diversa e un diverso collaboratore, compresa Roma con i Jolly Music (Prego Amore). Un disco di sentimenti e esperimenti, leggero e moderno nonostante il dichiarato retrogusto anni ’80.

Riot On An Empty Street

Il ritorno del duo norvegese che a tanti ricorda Simon & Garfunkel. Come il predecessore: acustico, quieto, garbato. Ben fatto, molto curato nei suoni (chi ci ha lavorato di più è stato Eirik Glambek B&Oulm;e). Stornelli a due voci soffici e ben accordate (Homesick), il cui carattere esclusivo è la leggerezza assorta. Difficile che si cambi, a meno di non integrare di più l’elettronica.

Quiet Is The New Loud

L’Indie pop-folk neo acustico dei norvegesi Erlend Òye e Eirik Glambek B&Oulm;e è questione di chitarre centellinate e armonie vocali color pastello, ma anche di come evitare la fredda monotonia artica passeggiando con garbo tra il tono arcadico di una Winning A Battle, Losing The War, il leggero swing di Sing Softly To Me o The Girl From Back Then, merletti intimisti ricamati con cura e ballate più ritmiche e sciolte quali Toxic Girl, Failure e I Don’t Know What I Can Save You From. Sia il nome della band che il titolo dell’album rendono l’idea e fungono da perfetti e icastici slogan.