Four Great Points

Il gruppo di Louisville continua nei suoi avvincenti sviluppi, raggiungendo un grado ancora maggiore di raffinatezza. Of Information & Belief è un’egloga arcadica con tanto di violino, prima e dopo un martellamento degno degli Shellac. La scampanante Dexterity Of Luck lavora sulle molecole del ritmo e dell’armonia. Cut Your Face è una prorompente canzone rock, solo dalle meccaniche più complesse. E Does Your Heartbeat Slow procede lungo una linea evolutiva passata dai Velvet Underground ai Television.

Anahata

Anahata è pure più sperimentale dei precedenti. Le novità riguardano le influenze funk e jazz ancora più marcate di Cardiac Atlas e Five Dollars In My Pocket, le aperture melodiche e l’inserimento di loop e altre procedure elettroniche. Wear Two Eyes (Boom) è una versione diversa di Boom, lo strumentale alla Miles Davis di The Anatomy Of Sharks.

Tropics And Meridians

Si sente che questi ragazzi hanno ascoltato l’hardcore, non si spiegherebbero, se no, certe aspre coordinate che partono dai Jesus Lizard (Annisette), dai Fugazi (Annisette stessa, Lusitania, June Leaf), oltre che dall’ipnosi degli Slint (Lawn Bowler e, dal surrealismo quasi soffice, Arms Over Arteries). Bello il montaggio di rabbia e melodia di Birdcage. Tecnicamente è un mini LP con una durata (trentasei minuti) pari a diversi LP “normali”. Un EP è invece Anatomy Of Sharks (Quarterstick, 1997, &Stelle=4;), con tre composizioni escluse da Tropics And Meridians, e altrettanto valide. Sharks And Sailors è tagliata con il coltello tra il solito costruttivismo post hardcore e rollanti fughe jazzate. Più originale dell’ottima Seeemingly Endless Steamer è Boom, tra un rimbombo onomatopeico, una tromba ancora jazz e percussioni afro/tribali.

Engine Takes To The Water

Da una delle tante costole della scena indipendente di Louisville, Kentucky, da cui si sviluppa l’oltre rock degli anni ’90, nascono i June Of 44: Jeff Mueller, chitarrista, ex Rodan, Fred Erskine (basso, tromba), Sean Meadows, chitarra, e Doug Scharin, ex batterista dei Codeine. Il loro primo album muove dalle distonie slow core dei concittadini Slint (I Have A Safe Trip, Dear) verso composizioni aperte, jam strutturaliste di grande lucidità con forzature ardite e dissonanti alla Fugazi, al limite anche drones e cluster improvvisati, e passaggi molto tecnici che affastellano scarti e deviazioni. Trip intellettuali, dove le libere digressioni, e lo stesso l’energia da derivato dell’hardcore di June Miller e Mindel, vengono irregimentate dagli algoritmi matematici. La dimensione strumentale predomina sul canto, declamato o parlato. Si parla dunque di post rock o di math rock. I June Of 44 sono uno dei gruppi più importanti del genere, e tra i più dotati in assoluto.

In The Fishtank

Invitati dall’etichetta olandese Konkurrent, i June Of 44 registrano questa session in breve tempo mentre sono in tour nei Paesi Bassi. Sei pezzi, tra cui la trama sibillina di Henry’s Revenge e il funk di Every Free Day Is A Good Day. Pregenerate, Generate e Degenerate sono legate nella ricerca di un suggestivo minimalismo concettuale.