Down

È preceduto dall’EP Lash (Touch And Go, 1993, &Stelle=3;) e dal singolo Fly On The Wall. Down è impeccabile come tutta la tetralogia da Head compreso in poi. Sistema un quadro già noto in modo da completarne i ritocchi, è perfino più raffinato che irruente. Anche la violenza ha sempre qualcosa di cervellotico, e di malato. Low Rider è quasi avanguardia, Elegy ricorda fin dal titolo Pastoral. Best Parts è un serio tentativo di traghettare l’anima infernale di questo sound verso la forma della canzone.

Jesus Lizard

Nati dallo scioglimento degli Scratch Acid, formazione post-punk underground texana in cui militavano il cantante David Yow e il bassista David Wm. Sims, i Jesus Lizard sono stati una delle band di punta della Touch and Go e uno dei cardini del noise rock americano. Con sicurezza e inventiva, hanno trasferito su un nuovo livello la lezione degli stessi Scratch Acid e dei Big Black.

Negli anni ’90 il loro sound tagliente, scabro, ma anche tecnico, ha compiuto l’intero tragitto compreso tra il più esasperato post-punk e il cerebrale post-rock senza scalzare del tutto – e anzi esaltando – le radici rock&roll, boogie e blues (talvolta anche con una punta di jazz). Alla musica dirompente, geometrica, oppure malignamente complessa, si abbinava il delirio viscerale e psicotico del cantante, noto anche per i testi molto crudi e la frenesia delle sue performance dal vivo.

Il gruppo si è sciolto nel 1999 ma si è riformato per una lunga tournée quasi dieci anni dopo. 

 

Pure

David Yow (voce) e David Wm. Sims (basso) agiscono insieme dai tempi degli Scratch Acid, band di culto texana sciolta nel 1987; quando nascono i Jesus Lizard Sims è reduce dai Rapeman di Steve Albini, che sarà produttore e mentore del nuovo complesso per tutta la carriera su Touch And Go. Il terzetto più batteria elettronica — alla chitarra c’è il bravo Duane Denison — ristruttura in parte la violenza marziale dei Big Black, servendosene per potenti escursioni (Blockbuster), piccole sceneggiature thrilling (Bloody Mary), tralignate digressioni strumentali (Jacket Made In Canada).

Pure

Il cantante David Yow e il bassista David Wm. Sims suonano insieme dai tempi degli Scratch Acid, band di culto texana sciolta nel 1987; quando nascono i Jesus Lizard, Sims ha nel frattempo suonato con i Rapeman di Steve Albini, colui che sarà produttore e mentore del nuovo complesso per tutta la carriera su Touch And Go. Il terzetto con batteria elettronica — alla chitarra c’è il bravo Duane Denison — ristruttura in parte la violenza marziale dei Big Black, servendosene per un martellante post-punk di impronta boogie (Blockbuster), tra piccole sceneggiature thriller (Bloody Mary) e tralignate digressioni strumentali (Jacket Made In Canada).

 

Blue

L’EP omonimo (The Jesus Lizard; Jet Set, 1998, &Stelle=2;) è il primo lavoro con il batterista Jim Kimball (con Denison anche in un trio parallelo, i Denison/Kimball 3). Plausibile che si debba al produttore, Andy Gill, ex Gang Of Four, l’introduzione del ritmo funk in Cold Water e dell’elettronica in Needles For Teeth; entrambi i brani sono pure nell’album, in cui per la prima volta i Jesus Lizard sembrano indecisi tra diventare più accessibili (And Then The Rain, Until It Stopped To Rain) o continuare a torturare gli ascoltatori. Non c’è ancora quell’aria da rompete le righe propria di tanti dischi pre scioglimento, comunque.

Head

Con l’ingresso del batterista Mac MacNeilly il puzzle è completo. I tre strumentisti della band di Chicago non solo sono in grado di esibire grande tecnica in un comparto sonoro a cavallo tra i terrorismi di hardcore e noise (7vs8, Waxeater), ma anche composizioni studiate — come quella, liricissima, di Pastoral — e anticipi di post rock (Tight’N’Shiny). C’è poi il vocalismo disgraziato di David Yow, coprofilo cuor di bue che rantola, ringhia, blatera, urla, e non “canta” certo nel senso più lindo e pulito del termine, assicurando un quid di teatrale schizofrenia all’insieme finale. Pure/Head (Touch And Go, 1993, &Stelle=4;) raccoglie in un unico CD i primi due dischi dei Jesus Lizard.

 

Show

Il CBGB’s compie vent’anni e li celebra con un festival; i Jesus Lizard si esibiscono il 19 dicembre 1993. La sciabordante potenza è punk, anche se in senso lato, l’impatto è da carro armato, senza sbavatura alcuna. Intitolato laconicamente Show (tutti i titoli della band sono di quattro lettere), è il primo disco dei JL a uscire nel circuito major; la Collision Arts è infatti distribuita dalla Warner Bros. Questo li fa litigare con Steve Albini, indipendente tutto d’un pezzo.

Goat

La mezz’ora più esemplare del teatro della crudeltà dei Jesus Lizard. L’album è il capolavoro del quartetto. Campionario di nevrosi moderne, lucida paranoia (Monkey Trick), pura psicosi fobica (Seasick), fissazioni dissonanti (Karpis). Nove brani dibattuti tra una fisicità contundente e i groove quasi matematici che la sezione ritmica di Simms e McNeilly crea e destabilizza allo stesso tempo, trapanati senza pietà da una chitarra demolitrice: il glissato a tenaglia in Nub, il riff bilama di Mouth Breather, tutti gli interventi di Denison sono i propulsori ideali di una mostruosa macchina rock&roll. Tecnici, depravati, corrosivi.

Bang

I Jesus Lizard si sciolgono nel 1999. L’ultimo concerto, in Svezia il 17 marzo avviene dieci anni meno qualche mese dopo il primo (a Chicago nel luglio ’89). Bang raggruppa singoli rari per la Touch And Go (anche il brano per una compilation, Uncommonly Good), soprattutto nel formato da sette pollici. Da avere per pezzi killer quali Chrome, Deaf As A Bat e le tracce del triplo 7″ Lash. Anche per chi li avesse già, ci sono in ogni caso nove inediti, tra take differenti di canzoni note e esecuzioni rare di queste catturate dal vivo.

Liar

Simile a Goat, con i brani più duri che stavolta equivalgono a vere cannonate (Gladiator). Granitico l’hard boogie di Puss, pubblicata per altro pure in uno split single condiviso coi Nirvana; stranito ma deciso l’hardcore di Rope. La band ama esasperare il boogie sudista più rozzo alla ZZ Top, come accade in Dancing Naked Ladies. Dei lavori dei Jesus Lizard, è forse questo il più massiccio.

Shot

L’esordio per la Capitol è prodotto da Garth Richardson, noto soprattutto per il primo album dei Rage Against The Machine. L’evoluzione del gruppo come suono è ferma ai primi ’90, comunque Thumber e Thumbscrews hanno un tocco più mainstream, più hard rock. Altre volte siamo alle soglie del jazz. Anche la voce di Yow si normalizza e va verso un’intonazione umana, anche se tutt’altro che “domata.