The Peel Sessions (1991-2004)

Oltre a partecipare diverse volte al programma di John Peel, PJ Harvey aveva un rapporto speciale con lui, tanto che il booklet contiene una dedica molto toccante. Le sessions da cui sono tratti i pezzi sono in tutto cinque. In scaletta anche un brano di Willie Dixon (Wang Dang Doodle) e That Was My Veil, scritta insieme a John Parish per il loro primo album insieme. 

Harvey Pj

Nata in un piccolo paesino del Dorset, nella pacifica campagna inglese, Polly Jean Harvey è una delle artiste più in vista degli ultimi due decenni. Ha saputo combinare la forza espressiva della poesia rock di Patti Smith, l’oscurità di Nick Cave e il gusto eccentrico di Captain Beefheart e Tom Waits, l’indie sound più diretto e crudo con il blues e una componente più sperimentale e raffinata, che si è sempre più evoluta con il trascorrere degli anni toccando i lidi più disparati. Oltre alla sua produzione solistica, inizialmente alla guida del trio che portava il suo nome e quindi come artista onnivora, capace di spaziare tra generi e riproporsi in vesti sempre differenti, ha all’attivo la collaborazione con il chitarrista John Parish da cui sono nati due album. 

Stories From The City, Stories From The Sea

Dall’altra parte dell’oceano, immersa nell’atmosfera di New York, Polly si riscopre cantautrice dal profilo decisamente rock. Big Exit è una canzone forte, tutta d’un pezzo, squadrata (con un attacco quasi jingle-jangle). Patti Smith è davvero a un passo in Big Fortune e l’ispirazione dylaniana ritorna a fare capolino in You Said Something. Splendido il duetto con Thom Yorke dei Radiohead in This Mess We’re In. La versione battagliera di PJ, preso il sopravvento con Kamikaze e This Is Love, sfuma decisamente in Horses In My Dreams, che preannuncia il finale serafico di We Float