Latin Lover

Incontrato in Germania il produttore Conny Plank, realizza con lui un disco che enfatizza le caratteristiche italiane che piacciono all’estero: pop elettronico, ma su una marcata base melodica. In questa fase è più popolare nel resto d’Europa che in Italia.

Profumo

Bello e impossibile, Profumo, Avventuriera. Alla quantità (di vendite) si unisce un’indiscussa qualità. Sa quello che vuole fare e, in stato di grazia, riesce a farlo in modo impeccabile.

Aria

Se è vero che ogni tanto si rilassa sugli allori, è altrettanto vero che ogni tanto esagera con la voglia di novità. In questo caso mobilita Mauro Pagani, Christian Lohr e Armand Volker a darle una base elettronica estrema, più il paroliere Francesco Sartori (noto per la bocelliana Con Te Partirò) e la scrittrice Isabella Santacroce, da ringraziare per rime che ogni tanto strappano una buona risata.

G.N.

Il sogno e la disillusione americana sono alle spalle, e anche la stagione del rock a stelle e strisce sta declinando. La Nannini si mette alla ricerca di un sound nuovo, più europeo, insieme a Roberto Cacciapaglia. Incontra più i gusti del pubblico germanico che di quello italiano, forse anche a causa della debolezza del singolo, la comunque non disprezzabile Vieni ragazzo.

Perle

Rielabora alcuni dei suoi classici in chiave acustica, accompagnata dal Solis String Quartet. Non di rado i brani acquistano una luce particolare, superiore alla prima incisione (I maschi, Meravigliosa creatura). Un solo inedito: Amandoti dei CCCP.

Cuore

Dopo una lunga pausa, un disco nitido, più che mai costruito sulla sua idea di romanticismo, ben espresso dagli slanci di Centomila e Un giorno disumano. Sotto sotto sembra impegnata a perfezionare il suo stile — ma oggi che qualche ragazza rock sta mettendo le ali, risulta più evidente l’influenza dei vent’anni di percorso della pioniera.

Una radura

Riflessiva, inquieta, lievemente jazz-rock, ma ancora insicura sulla strada da prendere. Del resto sono anni difficili per maturare, e la strada della canzone d’autore al femminile è ancora tutta da scoprire o quasi. Al disco partecipa la Premiata Forneria Marconi.

Dispetto

Sempre fedele al proprio intento di sposare al rock un pathos pucciniano, ma più prevedibile. Il disco va ricordato per la ballata Meravigliosa creatura e per la piccola furberia con cui la cantante attira l’attenzione dei media — scalando le mura dell’ambasciata francese a Roma insieme a Greenpeace per protestare contro gli esperimenti nucleari a Mururoa.

Gianna Nannini

Gianna Nannini, donna forte dall’animo anarchico, dallo spirito pieno di energia e dal suo tenero lato nascosto che trapela nelle rime dei suoi testi, dopo trent’anni di carriera ci stupisce ancora con il suo rock sperimentale.

GIANNA NANNINI: TESTARDA E GRINTOSA, LA VOCE GRAFFIANTE DEL ROCK FEMMINILE

Gianna Nannini nasce a Siena, nella contrada dell’Oca, il 14 giugno 1956. Lavora nella pasticceria di famiglia, qua subisce un incidente perdendo le falangi del medio e dell’anulare. Gianna scherza dicendo che la voce roca l’è venuta a seguito dell’urlo che ha tirato.                                                                                                                          Studia pianoforte presso il Conservatorio di Lucca e successivamente si trasferisce a Milano nel 1975, grazie ai soldi presi dall’assicurazione per l’infortunio. Nel capoluogo lombardo   vede più possibilità per la sua carriera da musicista. Da autodidatta inizia a studiare chitarra, il suo sound ha un impostazione decisamente punk.

A scoprirla è stata Mara Maionchi, talent scout, che le dà l’opportunità di firmare il primo contratto per la Numero Uno, la casa di Battisti.

Nel 1976 pubblica il suo primo album con l’etichetta Ricordi, Gianna Nannini. Ne conseguono altri due di album, Una Radura e California.  Testarda e sicura Gianna ottiene i risultati sperati.

LE COLLABORAZIONI CHE LA PORTANO AL SUCCESSO INTERNAZIONALE

Scrive la colonna sonora del film Sconcerto rock,  di Bernardo Bertolucci, da qui il via ad una serie di collaborazione che affinano il suo gusto musicale e la spingono in panorami diversi. Ne è d’esempio il lavoro svolto con Roberto Cacciapaglia, producendo  G.N. , album dal gusto sperimentale.                                                                     Grazie alla collaborazione con il produttore Conny Park, con il quale realizza  Latin Lover, la cantante si afferma a livello europeo.

Nel 1984 esce il suo sesto disco, “Puzzle”, che contiene “Fotoromanza”, la regia del video di “Fotoromanza” è firmata Michelangelo Antonini. Alla Schauspielhaus di Amburgo, di fronte a una platea straripante, Gianna Nannini canta insieme a Sting e Jack Bruce.

Nell’89 su musica di Giorgio Morder scrive e registra “Un’estate italiana”, che canterà insieme a Edoardo Bennato e che sarà la sigla dei Mondiali di calcio di Italia ’90. Collabora con Jovanotti e tra un tour e l’altro trova anche il tempo di terminare i suoi studi universitari e laurearsi in filosofia.

Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo dopo aver vinto una serie di dischi d’oro e di platino.

Ancora oggi Gianna con il suo timbro speciale, il suo animo pieno di energia e il lato tenero che mostra nei suoi brani riscuote un enorme successo.

LA SESSUALITÀ DI GIANNA E LA FIGLIA PENELOPE

Nel 2010 Gianna dà alla luce Penelope, la gravidanza scaturisce diverse polemiche, ma alla cantante non importa e dedica alla figlia il brano Io e te.

Gianna si definisce pansessuale, ha amato uomini e donne e da anarchica non crede matrimonio, ma dopo l’arrivo in tarda età di Penelope, decide di sposare  a Londra, città dove attualmente vive, la compagna Carla.

 

Malafemmina

Forse pensa di aver trovato una formula; sta di fatto che più che osare, tiene la posizione. Hey bionda è una sciocchezzuola chiassosa, mentre Voglio fare l’amore ne ribadisce l’attitudine melodrammatica.

Puzzle

Otto brani senza lampi di genio, ma l’operazione-successo riesce in pieno. Nella task force mobilitata per imporre la mazurka elettronica di Fotoromanza ci sono, come autrice di testi, Raffaella Riva (all’epoca in cima alle classifiche col Gruppo Italiano), il fido Conny Plank al mixer e il sommo Michelangelo Antonioni per l’insipidissimo videoclip. Basta e avanza per fare di lei una delle star degli anni ’80.

California

Dopo una lunga pausa e un viaggio negli Stati Uniti, torna decisa a sfondare, e a farlo col rock. Inaspettatamente, ci riesce, con l’aiuto di Roberto Vecchioni per i testi, che puntano apertamente sul sesso. Dal vibratore messo in mano alla Statua della Libertà (in copertina) all’inno masturbatorio America, la Nannini si candida a Janis Joplin italiana, come dimostra Io e Bobby McGee.