Let It Roll

Anche se l’album non sembra recuperare appieno la qualità degli esordi, si nota il tentativo di rendere più raffinato e articolato il suono, talvolta facendo ricorso a collaboratori esterni come Pete Wingfield.

Mad Man Blues

Buon rilancio grazie a un disco nel quale Brilleaux ritorna tra le braccia del blues. Dieci titoli che pescano nella produzione, tra gli altri, di BB King, John Lee Hooker, Elmore James e Willie Dixon. Rimarrà tutto sommato un episodio a se stante nella discografia della band, ma contribuisce non poco a ricreare interesse intorno al nome.

Stupidity

A scanso di equivoci la band mostra la sua attitudine energetica optando già al terzo album per la dimensione live e non pescando, quanto a repertorio, solamente dai due album precedenti.

Be Seeing You

Prodotto da Nick Lowe, il disco si apre con una convincente versione di Ninety-Nine And A Half (Won’t Do) nella quale il quartetto suona in maniera vagamente rollingstoniana. Poi prosegue con la consueta veemenza attraverso altri undici brani che, nonostante il costante riferimento alla tradizione, in qualche maniera sanno anche cogliere lo spirito del tempo (siamo nell’epopea punk).

Down By The Jetty

Il quartetto di Canvey Island, nell’Essex, guidato da Lee Brilleaux e Wilko Johnson dopo una gavetta neanche troppo lunga (ma molto intensa) nei pub inglesi giunge all’album d’esordio conservando l’intensità delle esibizioni. Campo d’azione è un rock molto tradizionale con influenze blues assai evidenti.

Brilleaux

È la Stiff (l’etichetta fondata grazie a un prestito elargito anni prima proprio da Brilleaux) a dare di nuovo fiducia alla band. Anticipato dal singolo Don’t Wait Up il nuovo disco offre buoni esiti musicali e una nuova primavera per il gruppo.