Deus

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La grafia del nome omaggia i Firehose. Desta clamore il debutto di un gruppo belga (originario di Anversa), il primo venuto su dalla scena indipendente di quel paese a firmare per una major internazionale e che può competere tranquillamente con tante produzioni anglosassoni.

I dEUS si formano nel 1991, danno vita a un indie-rock ibridato con blues e sperimentazione e contano 6 album all’attivo.

Worst Case Scenario

La viola di Suds & Soda porta un tocco di Velvet Underground in un contesto di violento indie rock, la grande partenza di un lavoro, il primo per i Deus del cantante Tom Barman, che contiene altre gemme simili — Via, Morticia Chair, la ballata Hotellounge (Be The Death Of Me) — e tante fantasie più "pacate", tra Tom Waits e Captain Beefheart.

The Ideal Crash

Il gruppo subisce molti cambiamenti di formazione che ne influenzano l’indirizzo. Le irregolarità in questo LP sono al servizio di un pop atipico, complesso, onnivoro.

Le canzoni sono riempite di interesse da variazioni inaspettate; Instant Street, un country agrodolce, si esaurisce nel caos che gira attorno a un unico, contagioso riff. Negli anni successivi i Deus non danno più segni di regolare attività discografica, tranne che per un’antologia.

In A Bar Under The Sea

Non ha canzoni incisive quanto l’esordio ma molti momenti diversi per tipo di musica e atmosfera, funk (Fell Of The Floor Man), jazz (A Shocking Lack Thereof), power pop (Memory Of A Festival), melodia facile (Little Arithmetics), viaggi in zona colonna sonora (Theme From Turnpike) e ancora i Velvet Underground (Roses). Gli arrangiamenti, ricercati e minimalisti, sono la nota più curiosa.