Deep Purple

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Rock band britannica formatasi ad Hertford nel 1968. Nonostante numerosi cambi di lineup, varcano le scene con successo fino al 1976, per poi sciogliersi e ricostituirsi solo nel 1984. Con oltre cento milioni di dischi venduti in tutto il mondo, i Deep Purple sono considerati – assieme a Black Sabbath e Led Zeppelin – il gruppo pioniere dell’heavy metal e del moderno hard rock.

The Book Of Taliesyn

Album ingenuo ma non spiacevole, ondeggia fra tardo beat e germogli di nuovo rock più complicato e si presenta con una copertina in squisito stile prog. La parte del leone spetta sempre alle cover: Kentucky Woman di Neil Diamond, We Can Work It Out dei Beatles, River Deep Mountain High di Ike e Tina Turner. Come già il disco precedente, viene ignorato in patria ma trova buoni riscontri negli USA.

In Concert With The London Symphony Orchestra

Con un approccio molto più melodico, la band ripete l’esperimento di tre decenni prima, coniugando hard rock e musica classica. Ma questa volta non ci sono improvvisazioni, ma precisi arrangiamenti che rendono il repertorio del gruppo assolutamente godibile. I classici scorrono impeccabili, con una doppia fermata nella colonna sonora del cartoon The Butterfly Ball, musicato nel 1975 da Roger Glover. Tra gli ospiti uno straordinario Ronnie James Dio.

Machine Head

Oltre al celeberrimo riff di chitarra di Smoke On The Water, il disco contiene le formidabili Highway Star, Space Trackin’ e Never Before, che dimostrano il talento compositivo del gruppo e confermano Ritchie Blackmore, come uno dei modelli da imitare della chitarra rock. L’intera band appare imbattibile nei rispettivi ruoli ed il successo crescente ha persino imposto la nascita di una propria etichetta discografica.

Perpendicular

Perso tra innumerevoli uscite dal vivo postume e riedizioni con tracce aggiunte del vecchio repertorio, il nuovo album di studio, nonostante una certa freschezza, portata dalla vitalità di Steve Morse, viene notato solo dai fan, che lo dimenticano ben presto a favore del materiale d’archivio.

Made In Japan

È probabilmente il disco più famoso dell’intera storia del rock. Vanta centinaia imitazioni, ma nessun altro album dal vivo è mai riuscito ad avere la stessa carica dirompente di questo Made In Japan. La band stravolge le gerarchie ed ogni canzone assume nuovi connotati, diventando il viatico per la messa in scena del virtuosismo allo stato puro, tra feroci cavalcate strumentali ed assoli portentosi.

Highway Star, Child In Time, Smoke On The Water, Strange Kind Of Woman verranno ricordate in questa dimensione e non certo per le tenere versioni di studio. Album epocale, nulla di meno.