Bananas

Pur senza apportare sostanziali modifiche stilistiche e mantenendo intatta la grinta, il disco, anche per il contributo del produttore Michael Bradford, suona più rock e meno hard, con inediti tocchi di eleganza in Sun Goes Down e Doing It Tonight. Anche a causa di un infortunio ad una gamba, il veterano Jon Lord ha ceduto il posto a Don Airey.

Concerto For Group And Orchestra With The Royal Philarmonic Orchestra

Si apre un nuovo capitolo della storia della band con l’ingresso del cantante Ian Gillan e del bassista Roger Glover, che debuttano con l’ambizioso progetto, fortemente voluto da Jon Lord, di fondere rock e musica classica. Disco prima osteggiato e poi rivalutato due decenni dopo, quando rock e classica hanno preso a flirtare, con riletture di molti gruppi da parte di famose orchestre.

Perfect Strangers

Prima sognato e poi sperato, il ritorno dei Deep Purple, con la formazione più nota, quella del Mark II, si concretizza con questo disco di assoluta qualità, che mostra una band matura e più attenta alla forma, ma non per questo priva di energia. La title track e Knockin’ At Your Back Door, si aggiungono alla lunga lista di classici del gruppo, distribuiti in un tour mondiale trionfale.

Made In Europe

Esce in novembre, quando la band è sciolta da alcuni mesi. È la testimonianza di un gruppo comunque vivo e capace di ottime interpretazioni del nuovo repertorio, meno brillante invece la parte relativa al periodo con Ian Gillan.

Il 4 dicembre Tommy Bolin muore per overdose di droga. I vari musicisti troveranno presto nuove dimensioni, il più fortunato è Coverdale prima come solista e poi con gli Whitesnake, seguito in tempi diversi da Jon Lord e Ian Paice.

Deep Purple

La fitta agenda live non impedisce ai Deep Purple di incidere, nei ritagli di tempo e sempre molto rapidamente, un terzo album in pochi mesi. Non molto da ricordare, a parte il rock blues di Why Didn’t Rosemary e una inattesa diversione in zona Donovan (Lalena).

Live In Japan

Tra continue raccolte ed infinite pubblicazioni dal vivo, pescate da un archivio infinito e diffuse con lo scopo di accontentare una parte di fan tenaci, disposti a tutto, pur di avere ogni singola nota del gruppo, questo è forse l’unico album da avere assolutamente. Si tratta della versione completa dei concerti giapponesi del 1972 da cui è tratto Made In Japan. Imperdibile.